Riflessi di paura - Mirrors

Mirrors

USA, ROMANIA - 2008
Riflessi di paura - Mirrors
Ben Carson è un ex detective sospeso da un anno dal dipartimento della polizia di New York per aver accidentalmente sparato e ucciso un altro poliziotto sotto copertura. Abbandonato dalla moglie e divenuto alcolizzato, Carson trova lavoro come guardiano notturno presso un grande magazzino devastato dal fuoco e abbandonato. Tra i resti carbonizzati dell'edificio, Carson nota qualcosa di sinistro intrappolato negli specchi che adornano le pareti. Infatti, oscure presenze si riflettono nei giganteschi specchi, minacciando sia lui che la sua famiglia.
  • Durata: 110'
  • Colore: C
  • Genere: HORROR
  • Specifiche tecniche: ARRIFLEX, SUPER 35, (1:2.35)
  • Produzione: CASTEL FILM ROMANIA, NEW REGENCY PICTURES, REGENCY ENTERPRISES
  • Distribuzione: 20TH CENTURY FOX ITALIA - BLU RAY: 20TH CENTURY FOX ENTERTAINMENT
  • Vietato 14
  • Data uscita 3 Ottobre 2008

RECENSIONE

di Valerio Sammarco
Ex poliziotto sospeso dal servizio per aver ucciso accidentalmente un collega, Ben Carson (Kiefer Sutherland) - separato e con due bambini - cerca di uscire dalla depressione e dall'alcolismo. Per farlo, accetta il lavoro di guardiano notturno a quello che rimane dei vecchi magazzini Mayflower, devastati da un incendio in cui morirono molte persone. Nell'oscurità e tra la polvere di questo imponente relitto si nasconde però ben altro orrore, trattenuto a stento dagli innumerevoli specchi sparsi tra i resti carbonizzati dell'edificio...
Dopo il sorprendente Alta tensione e il remake de Le colline hanno gli occhi, Alexandre Aja cede alle lusinghe del soprannaturale e, insieme al fido Grégory Levasseur (regista del recente -2 livello del terrore), scrive e poi dirige questo "terrificante" Mirrors (in Italia Riflessi di paura), ennesima (e fuori tempo massimo) variazione sul tema dell'ormai insopportabile filone dei J-Horror d'inizio millennio, non a caso remake del coreano Geoul sokeuro di Kim Sung-ho.
Mischiando suggestioni derivanti dai vari Ring e Dark Water - già ampiamente rivisitati a Hollywood - Aja dà il meglio di sé solo in due occasioni (i brutali suicidi indotti del prologo e della scena della vasca da bagno), preferendo all'orrore vero e proprio ipotetici spaventi derivanti da echi di ospedali sepolti e violente schizofrenie: tutto già visto, tutto impostato su un protagonista (quel Kiefer Sutherland, anche produttore, che proprio non riesce a liberarsi dal Jack Bauer di 24) che mai, nemmeno in una sequenza, riesce a portare dalla sua la benevolenza dello spettatore, impassibile - come tutti (o quasi) i personaggi che lo circondano - di fronte alle "minacce" che lo perseguitano.
Passo falso del regista francese - attualmente in lavorazione con Piranha-3D, remake del film di Joe Dante - che tenta anche il colpo di coda con un finale tanto illogico quanto di facile presa: ultimo tentativo di arrampicarsi sui fragilissimi specchi della sua stessa creatura.

NOTE

- REMAKE DEL FILM "GEOUL SOKEURO" (2003) DI KIM SUNG-HO.

CRITICA

"Senza aggiungere nulla di nuovo, Alexander Aia si limita a mettere in fila situazioni di repertorio
ed effetti (neanche tanto) speciali per un pubblico da multiplex provvisto di pop corn. Poco sfruttato anche il tema - inquietante - delle vittime che vedono riflessa la propria agonia. Kiefer Sutherland fa del suo meglio per immedesimarsi nell'incubo; Paula Patton bella da paura". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 3 ottobre 2008)

"Spiacerà a chi ormai ne ha fin sopra i capelli degli horror orientali. E anche delle loro trasposizioni americane." (Giorgio Carbone, 'Libero', 3 ottobre 2008)

"Remake di un horror della Corea ('Into the mirror', dove però non c'erano rovine ma magazzini in funzione), il film di Alexandre Aja è datato e banale ma nella seconda parte il tema non nuovo nel terrore dello specchio minaccioso con i piccini a rischio, la solita vasca al sangue, concorrono a creare quel minimo di tensione la cui assenza rende per tre quarti il film sbadigliabile. Il set delle rovine è un edificio di Bucarest incompiuto dopo la morte di Ceausescu, e questo ci spaventa davvero." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 3 ottobre 2008)

"Siamo nell'ambito esplicito, dichiarato e voluto del film di genere, horror, e la tensione e la plausibilità con cui è costruita la storia è un titolo di mento di Aja e di Sunk-ho Kirn. Il fatto poi che il male scelga gli specchi, ma anche qualsiasi altra superficie riflettente, acqua piuttosto che il pomolo di una porta, aggiunge una dose di inquietudine degna di Stephen King. Aja gioca molto sul doppio, sulla schizofrenia dell'immagine e il risultato è di forte suggestione e tenuta. Il fatto poi che l'horror si sia trasferito in Romania, patria di Dracula, forse contribuisce ulteriormente a caricare di paura lo spettatore, pronto a zompare sulla sedia anche per un banalissimo battito d'ali di un piccione. Quando poi si arriva a situazioni più forti, bisogna essere attrezzati, in attesa del sequel." (Antonello Catacchio, 'Il Manifesto', 3 ottobre 2008)

"Certo che vuole una bella fantasia a escogitare una storia così idiota. I patiti dell'horror sono avvezzi a trangugiare qualsiasi boiata, ma qui siamo ai confini della decenza. (...) Il povero invasato Kiefer Sutherland, che strepita e si dimena per tutto il tempo, offre impensabili speranze ai senza lavoro: un sorvegliante per ogni casa disabitata e addio alla disoccupazione mondiale." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 3 ottobre 2008)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy