Ricomincio da noi

Finding Your Feet

GRAN BRETAGNA - 2017
In occasione della festa del pensionamento di suo marito, Sandra, una signora borghese e un po' snob, scopre che il suo compagno di una vita ha una relazione clandestina con la sua migliore amica. Scioccata, Sandra si rifugia quindi a casa di sua sorella Bif, 60enne piuttosto bohémien, che vive da sola in un quartiere popolare. Insieme a lei, Sandra inizia a frequentare una curiosa scuola di ballo per la terza età dove conosce Charlie, un eccentrico restauratore di mobili che vive su una barca. Il nuovo, insolito ambiente e le nuove amicizie saranno il viatico per l'inizio di una nuova vita.

CAST

NOTE

- FILM D'APERTURA AL 35. TORINO FILM FESTIVAL (2017).

CRITICA

"Possiede una scena di ballo 'Ricomincio da noi' che ogni musical vorrebbe avere: un pezzo di bravura di sudore non professionista ma con umanità. Questa commedia, di grazia particolare, appartiene al genere consolidato sulla terza età, ma senza lifting, e racconta un coming out: nessuna rivelazione gender, ma la scoperta che si può avviare una seconda vita da nonni. Ha ragione il vienne Richard Loncraine che raggruppa un clan di strepitosi attori non giovani, del clan Loach ma anche di 'Harry Potter', e li fa andare contro il tempo. (...) Narrato con la piacevolezza british di un romanzo, 'Finding Your Feet', mescolando umorismo e malinconia, è una partita tra una squadra di attori di verità eccezionale, impegnati ad andare oltre il neo realismo: da Imelda Staunton a Spall a Celia Imrie." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 8 marzo 2018)

"Ennesimo film sull'amore nella terza età (...) si distingue per il risalto dato al contesto sociale che fa da sfondo alla vicenda. (...) Basata su un prevedibile copione e interpretata da due ottimi attori (il Mr. Turner e la Vera Drake di Mike Leigh), la commedia è impaginata con garbo da Richard Loncraine, che però a suo tempo con 'Richard III', trasposizione di un fantastico Shakespeare teatrale diretto da Richard Eyre, ci aveva regalato ben altre emozioni." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 8 marzo 2018)

"(...) il cinema inglese rettifica, come spesso gli accade, la misura dell'afflizione convertendola in leggerezza liberatoria e nuovi scorci sentimentali tra humour e velature grottesche. (...) aprendo il delicato, a volte comico ed elegante dialogo artistico fra due attori come Imelda Staunton e Timothy Spali, avviato a un bel finale romantico." (Claudio Trionfera, 'Il Messaggero', 8 marzo 2018)

"Classico film con ironia, lacrimuccia e un ottimismo di fondo, pensato su un tipo preciso di pubblico, condotto con professionalità ma senza grande slancio da Richard Loncraine, del quale era molto meglio, in ambito simile, 'Ruth & Alex'. (...) Il film si fa guardare soprattutto per gli attori, a cominciare da Imelda Staunton (la borghese) e Celia Imrie (la bohémienne) affiancate dal grande Timothy Spall. Imbarazzante invece, come sempre, la parentesi ambientata a Roma." (Emiliano Morreale, 'La Repubblica', 8 marzo 2018)

"Si fanno più libri che lettori. Si fanno più film che spettatori. Resiste pero lo zoccolo duro degli 'over 60'. Che da qualche anno sono un pubblico e un sottogenere: ah l'amore questo folle sentimento che, quando hai la tessera per il biglietto ridotto (da 'Calendar Girls' a 'Ella e John'). (...) un entusiasmo tanto retorico quanto verace, per grazia e tempismo di ottimi attori, gira la sfiducia nel piacere di stare insieme confortando e divertendo. Al timone un navigato esperto di cine-teatro britannico." (Silvio Danese, 'Nazione-Carlino-Giorno', 8 marzo 2018)
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