Riccardo III - Un uomo, un re

Looking for Richard

USA - 1996
Riccardo III - Un uomo, un re
Al Pacino decide di mettere in scena il Riccardo III di Shakespeare e organizza una compagnia con la quale comincia a provare il testo. Ma il lavoro procede in maniera insolita. Al Pacino interrompe le prove per andare in strada a New York ad ascoltare le opinioni di sconosciuti su Shakespeare, e poi intervista famosi colleghi, John Gielgud, Derek Jacobi, Kenneth Branagh, Vanessa Redgrave, James Earl Jones e Kevin Kline sul loro modo di affrontare il drammaturgo inglese. Poi la messa in scena della tragedia procede e gli attori, assegnati i ruoli, portano avanti il copione, cercando di capire e spiegare il testo allo spettatore.
  • Durata: 115'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICO A COLORI
  • Tratto da: opera omonima di William Shakespeare
  • Produzione: 20TH CENTURY FOX - CHAL PRODUCTIONS - JAM PRODUCTIONS
  • Distribuzione: TWENTIETH CENTURY FOX - 20TH CENTURY FOX HOME ENTERTAINMENT

NOTE

- REVISIONE MINISTERO GENNAIO 1997.

CRITICA

"Disinvolto e popolare, godibile come un'inchiesta televisiva su un personaggio enigmatico che riassume in sé le umanissime deformità dell'esistenza, il film ha anche il pregio di restituire fuori dagli schemi consueti una serie di star piccole e grandi: Alec Baldwin (Clarence), Winona Ryder (Lady Anna), Kevin Spacey (Buckingham), Aidan Quinn (Richmond) ... Come risvegliati dall'energia naive del regista, i personaggi della tragedia irrompono coi loro costumi raccogliticci nella nostra contemporaneità, ora alludendo al cinismo della politica ora all'universalità delle pulsioni basiche. E lui, Pacino, giganteggia nel ruolo che fu di Olivier: piccoletto, con quella corona per storto, la gomma piuma a simulare la gobba, il braccio inerte. Per niente preoccupato dal confronto, e anzi quasi divertito dal cimento. Dovreste sentirlo, in originale, quando sospira rapace, pregustando il corpo di Lady Anna, "I'll have her" ("l'avrò") o quando in sottofinale urla la celebre invocazione "Il mio regno per un cavallo". "Nessuno sa chi è Riccardo III", annota l'attore all'inizio del film. Al termine, sapremo qualcosa di più." (Michele Anselmi, 'L'Unità', 2 febbraio 1997)

"E' un documentario sullo stato, modesto, dell'eredità shakespeariana nel mondo moderno. é un film-inchiesta su di un regista che è anche un divo, deciso ad accostarsi con la massima circospezione e un pizzico di salutare sfrontatezza a Riccardo III (al suo mito). E' una sonda calata nelle acque agitate dei rapporti fra Inghilterra e Usa, con relativo gioco di specchi e complessi, rivalità, emulazione, ipocrisie. Ma è anche un bel film oppure è un capriccio, una narcisata, un gioco fra amici protratto per anni come ai tempi di Cassavetes (ma senza essere Cassavetes)?" ( Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 2 febbraio 1997)
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