Revolutionary Road

USA, GRAN BRETAGNA - 2008
3/5
Revolutionary Road
Stati Uniti, anni '50. April e Frank Wheeler sono una giovane coppia anticonformista che vive nella tranquilla area suburbana di Revolutionary Road, nel Connecticut. Nonostante le apparenze, i Wheeler sono ben lontani dall'essere felici e realizzati come vorrebbero far credere, e il loro matrimonio sta lentamente cadendo a pezzi. Lui soffre per la frustrazione di un lavoro noioso, senza grandi prospettive di crescita professionale. Lei, ormai madre e casalinga a tempo pieno, vive con il rimpianto di aver abbandonato una promettente carriera nel mondo dello spettacolo. Per riuscire a superare il momento di crisi e abbandonare la mediocrità che sentono intorno, April e Frank decidono di trasferirsi in Francia, ma gelosie, recriminazioni, una promozione inaspettata e l'arrivo di un terzo figlio renderanno impossibile la realizzazione del loro progetto.
  • Durata: 119'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: ARRICAM LT, ARRIFLEX 535B, 35 MM (KODAK VISION2 500T 5218), SUPER 35 STAMPATO A 35 MM (1:2.35)
  • Tratto da: romanzo omonimo di Richard Yates (Ed. Minimum Fax)
  • Produzione: SCOTT RUDIN, SAM MENDES, JOHN N. HART, BOBBY COHEN, GINA AMOROSO, ANN RUARK PER EVAMERE ENTERTAINMENT, BBC FILMS, NEAL STREET PRODUCTION
  • Distribuzione: UNIVERSAL
  • Data uscita 30 Gennaio 2009

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Può la normalità essere speciale? Che succede a una coppia normale, drammaticamente normale, quando si intende speciale?
E' denso di questi interrogativi esistenziali il quarto film di Sam Mendes, Revolutionary Road, dal romanzo omonimo di Richard Yates (riedito da minimum fax), con protagonista 10 anni dopo la coppia di Titanic: Leonardo Di Caprio e Kate Winslet (moglie del regista).
States anni '50, April (Winslet) e Frank (Di Caprio) si piacciono, sposano e considerano diversi, ideali, destinati a un grande futuro. Ma è una prospettiva suicida, che sacrifica il qui e ora quale necessaria premessa della gloria che sarà. Belli, simpatici, anticonformisti, ma questi - supposti - tratti dissonanti vengono scarificati dalla routine, il loro modellino eroso a immagine e somiglianza del Modello tanto disprezzato. Prendono casa in Revolutionary Road (sic), periferia urbana e presto esistenziale: Frank fa avanti e indietro da Manhattan, impiegato apatico e senza più velleità; April fa la casalinga, la madre, si spegne e sogna la passione. E' lei a cercare il rimedio: la fuga dal Connecticut per la Parigi dell'utopia, dove lei potrebbe lavorare e Frank pensare che fare da grande. Ma la Tour Eiffel rimarrà cartolina: Frank seduce una poveretta, trova una promozione, traccheggia; April aspetta invano quella promessa di felicità, e un bambino.
Accanto a loro, una coppia coetanea (David Harbour e Kathryn Hahn) di ristrettissimi orizzonti, progressivamente più vicini, l'ingombrante Kathy Bathes, e, sul lato opposto, il figlio di quest'ultima, afflitto da problemi psichiatrici (Michael Shannon, magnetico), a tal punto da essere l'unico a dire ad April e Frank la (loro) triste verità.
Conformismo, ipocrisia, sessismo: l'America anni '50, e successivi, che ha perso il suo sogno viene inquadrata su scala da Mendes, con un ottimo materiale di partenza, il romanzo di Yates, che il regista di American Beauty traduce con grande potenza visiva (eccellente fotografia di Roger Deakins, non è una novità), splendidi interpreti (meglio Di Caprio della Winslet, ma entrambi sotto Shannon), rigorosa ricostruzione (scenografie di Kristi Zea) e un limite: il romanzo stesso. Non che il film ne faccia cattivo uso, ma una inevitabile (?) riduzione: la tensione simbolica della coppia protagonista, derivante da un trattamento lucidamente induttivo, perde in definizione sullo schermo, che si concede scorciatoie (ben più importante la scappatella di Frank, e decisamente più sexy la sua "preda" cartacea) e delega agli attori, chiamati a riempire con surplus scenico - a tratti enfatico - gli omissis nell'introspezione.
Rimane un colpo di genio, ad alto voltaggio simbolico: una pozza di sangue e uno sguardo perso dietro al futuro.

NOTE

- GOLDEN GLOBE 2009 A KATE WINSLET COME MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA. IL FILM E' STATO CANDIDATO ANCHE PER: MIGLIOR FILM DRAMMATICO, REGIA E ATTORE PROTAGONISTA (LEONARDO DI CAPRIO).

- CANDIDATO ALL'OSCAR 2009 PER: MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA (MICHAEL SHANNON), SCENOGRAFIA E COSTUMI.
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