RESA DEI CONTI A LITTLE TOKYO

SHOWDOWN IN LITTLE TOKYO

USA - 1991
A Los Angeles è approdata nel quartiere di Little Tokyo la Yakuza, la temibile malavita giapponese, guidata dallo spietato Yoshida, che soppianta, eliminandolo, il boss locale Tanaka. Contro di lui si muove una coppia di detectives: Chris Kenner, un americano cresciuto in Giappone, di cui ha assimilato lingua e costumi, e Johnny Murata, un nippo-americano cresciuto in California. Entrambi sono esperti di arti marziali e non manca loro occasione di usarle, prima contro gli uomini Tanaka, poi con gli Yakuza di Funekei Yoshida, che ha ucciso i genitori di Kenner in Giappone quando lui era bambino e che reca sul volto lo sfregio fattogli dal piccolo con la spada. Yoshida, dopo aver decapitato Angel, l'ex amichetta di Tanaka, seduce a forza Minako Okeya, avvenente cantante del locale "Bonsai" e amica della prima, sulla cui sparizione indagano Kenner e Murata. Segregata dal bandito, Minako sta per togliersi la vita ma viene salvata da Kenner, che la nasconde dapprima a casa sua, e, dopo una violenta colluttazione ai bagni con Yoshida ed i suoi acooliti, porta la ragazza nella sua casa di campagna, dove i due si innamorano. Ma qui li sorprendono i banditi che, dopo una furibonda sparatoria, li catturano, portandoli in un deposito di auto, sottoponendoli alla tortura. Liberatisi, vengono tuttavia intrappolati nella loro autovettura per essere eliminati con una pressa, come era stato eliminato all'inizio il rivale di Yoshida, Tanaka, ma riescono a fuggire e a raggiungere la "Red Dragon", una fabbrica di birra di cui si è impossessato Yoshida per distribuire una micidiale droga. Qui, dopo essersi impadroniti del primo camion col suo carico mortale, penetrano i due, e in un rocambolesco finale sgominano la banda, e Kenner, seppur ferito, insegue per il quartiere, dove si celebra la festa del Dragone, Yoshida, e lo trafigge dopo un duello alla spada, inchiodandolo su un'immensa girandola che prende fuoco carbonizzando il bandito.

CAST

NOTE

MAESTRI DI ARTI MARZIALI: PAT JOHNSON E BARBARA GOLDSTONE.

CRITICA

Questa truculenta pellicola diretta da Mark Lester, che non difetta di mestiere ed anche di sequenze spettacolari (su tutte il balzo con cui Kenner supera la macchina che vuole investirlo), non fa che ammannire la solita sequela di violenza, sesso e droga, tentando invano di impreziosire la vicenda con notazioni psicologiche assai superficiali (il dramma vissuto da Kenner da bambino) o di costume (i tatuaggi degli yakuza) o l'ambiente nippoamericano, per la verità circoscritto a pochi interni. Statuario Lundgren (Kenner) e assai caricato Tagawa (Yoshida), che disegna un gangster che sembra uscito dal teatro Kabuchi. (Segnalazioni Cinematografiche)
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