Renegades - Commando d'assalto

Renegades

FRANCIA, GERMANIA - 2017
2/5
Renegades - Commando d'assalto
Un team di Navy Seals, in missione in Bosnia durante la guerra, viene a sapere di un tesoro d'inestimabile valore nascosto dai nazisti sul fondo di un lago locale e rimasto lì per decenni. Decisi a recuperarlo e restituirlo alla popolazione, il gruppo s'imbarca in una difficile missione non autorizzata. Ma scoperti dal nemico, i Seals avranno una sola notte per cercare di portare a termine la complessa operazione.
  • Durata: 106'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, THRILLER
  • Specifiche tecniche: ARRI ALEXA XT PLUS, ARRIRAW OPEN GATE (3.4K), (1:2.35)
  • Produzione: LUC BESSON, RAPHAËL BENOLIEL PER EUROPACORP, BELGA PRODUCTIONS, IN COPRODUZIONE CON STUDIO BABELSBERG, CB FILMS, CANAL+, DCS
  • Distribuzione: M2 PICTURES
  • Data uscita 5 Ottobre 2017

TRAILER

RECENSIONE

di Gian Luca Pisacane
L’heist movie spaccone e machista si immerge negli abissi di un lago in Bosnia, a centocinquanta piedi di profondità, dove un tesoro nazista aspetta di rivedere la luce. Siamo nel 1995, la guerra infuria vicino a Sarajevo ed eserciti da tutto il mondo cercano di spegnere il conflitto e porre fine alle violenze. Dovrebbe andare in scena la tragedia, il dolore di chi ha perso tutto, invece a tenere banco è lo spettacolone carico di esplosioni pirotecniche. Renegades – Commando d’assalto si esalta in un’enfasi baraccona condita con uno spruzzo di retorica umanitaria.

Un gruppo di Navy Seal compie gesta al limite dell’improbabile e, dalle prime immagini, distrugge chiunque si trovi davanti. Per catturare un ufficiale sanguinario, la sporca cinquina ruba un carro armato e lo guida come una macchina da corsa per le strade di Sarajevo, sbaragliando mezzo contingente nemico. Per concludere, il tank si lancia giù da un ponte e sparisce tra i fischi dei proiettili. I nostri eroi sono inarrestabili, superuomini che la sera si ubriacano al bar e la mattina dopo scatenano il finimondo con larghi sorrisi dipinti in faccia.

Ce n’è per tutti i gusti: il generale burbero che sembra quasi un padre, i Seal filantropi che si nascondono dietro alla canna del fucile, e soprattutto la cameriera da urlo che dà il via all’intera operazione. Tanto per cambiare, si innamora del biondo muscoloso e gli rivela l’esistenza di tonnellate di lingotti d’oro sepolti dal tempo sotto le rovine di un paesino sommerso. La leggenda infatti narra di un plotone di soldati tedeschi svanito nel nulla, di un gruppo di partigiani pronti a tutto, e di un tesoro che farebbe scintillare gli occhi a un pirata.

Donne e dobloni si stagliano all’orizzonte, mentre i Seal, senza paura, ma non senza macchia, si preparano al colpo del secolo. La storia non riserva sorprese e non è difficile intuire il finale dell’intera vicenda. La sceneggiatura scritta da Richard Wenk e Luc Besson non scatena la tempesta e preferisce navigare nelle acque conosciute di una classica scampagnata militare. Si salva solo la sequenza del colpo con destrezza, realizzata interamente con maschera e boccaglio. Steven Quale, già collaboratore di James Cameron in Titanic e regista in proprio per Into the Storm, conferma che l’acqua è il suo elemento. Ma quando arriva sulla terraferma, si salvi chi può.

J.K. Simmons interpreta il comandante scorbutico dal cuore d’oro che, invece di punire i suoi sottoposti, premia i buoni sentimenti e l’amore verso il prossimo. Anche quando alza la voce non sembra poi tanto severo, e del diabolico insegnante di batteria visto in Whiplash rimane un pallido ricordo. Compare anche Ewen Bremner, lo Spud di Trainspotting, questa volta nei panni di un folle elicotterista. Per il resto, niente di nuovo dal fronte: le battaglie con i cattivi di turno si alternano al kebab di mezzanotte.

CRITICA

"Più che il war-movie che ti aspetteresti (...) è una commedia abbastanza divertente con un numero limitato di sequenze belliche, soprattutto all'inizio. Anche la produzione è altro da quel che sembra: non americana, ma francese (c'è di mezzo l'immancabile Luc Besson, produttore e co-sceneggiatore ) e tedesca. Nei limiti, l'operazione ha generato un actioner ragionevolmente divertente, sfruttando al meglio il budget limitato. Le scene migliori sono quelle in cui compare il sempre impagabile J.K. Simmons ('Whiplash'), nella parte di un generale duro di modi ma che ama la sua squadra." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 5 ottobre 2017)

"Action/war/thriller/comedy/'underwater spy story' di produzione franco-tedesca, con alle spalle la scrittura e la produzione del roboante Luc Besson e alla regia uno degli assistenti di James Cameron. Difficilmente le 'etichette' dei film riescono così bene a restituirne la cartina di tornasole, dove la pretenziosità cavalca la materia senza indugi, imbarazzi ed economie. (...) Di valore solo le lunghe riprese subacquee ma qui l'allievo del Titanic non poteva certo deludere." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 5 ottobre 2017)

"I rinnegati del titolo sono la solita squadra filmica di militari duri e puri al lavoro dai tempi della 'sporca dozzina', attraverso il Vietnam e i conflitti di ogni decennio. (...) La marmaglia in tuta mimetica è assai convenzionale, anche nelle battute. (...) Per gli appassionati di elicotteri, cannoni e riprese subacquee." (Silvio Danese, 'Nazione-Carlino-Giorno', 5 ottobre 2017)

"Non sarà un capolavoro, però si vede volentieri e senza sbadigli. (...) Al tirar delle fragorose somme, il film funziona. Grazie anche a un buona dose d'ironia, che frena la retorica." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 5 ottobre 2017)

"Svelto guerresco (scritto da Luc Besson) che mischia abilmente la commedia all'avventura. Tra gli interpreti giganteggia il veterano Simmons, finalmente protagonista." ('Libero', 5 ottobre 2017)
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