Red

USA - 2010
Frank Moses, ex agente segreto della CIA, viveva una vita tranquilla e appartata con la compagna Sarah. Poi, l'arrivo di un commando armato deciso a ucciderlo, lo costringe a riunire la sua vecchia squadra nel disperato tentativo di sopravvivere. Frank, Joe, Marvin e Victoria, un tempo i migliori agenti segreti della CIA, dovranno usare tutta la loro astuzia ed esperienza per rimanere un passo avanti ai loro inseguitori mortali e, insieme all'aiuto della 'civile' Sarah, cercheranno di fare irruzione nel quartier generale top-secret della CIA per sventare la più grande cospirazione governativa della storia.

CAST

NOTE

- CANDIDATO AL GOLDEN GLOBE 2011 COME MIGLIOR FILM MUSICAL/COMMEDIA.

CRITICA

"C'era una volta l'eroe con qualche macchia ma senza paura di 'Die Hard', eppure gli anni passano anche per Bruce Willis. (...) Nonostante i protagonisti abbiano un'età media di 63 anni, l'azione non è alla moviola, e humour e autoironia danno man forte. Tra rovelli e paturnie di mezza età (e qualcosa di più), sparatorie cult (la Mirren col mitra!) e mood crepuscolare, un buon sequel dell'eroica giovinezza che fu. E un tremendo interrogativo per Hollywood: Willis & Co. sono duri a poltrire, ma dopo loro?" (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 12 maggio 2011)

"Il titolo non inganni. Non sta per 'rosso', è l'acronimo di 'Retired Extremely Dangerous', da tradursi 'Pensionato estremamente pericoloso'. (...) Ci sarà un seguito, dunque, che c'era già nei fumetti della 'DC Comics' cui la vicenda si rifà quasi per intero. L'ha portata sullo schermo un regista tedesco, Robert Schwentke, che una certa fama si è già fatta a Hollywood con film quali 'Mistero in volo', con Jodie Foster e 'Un amore all'improvviso' con Eric Bana. Naturalmente lo spazio maggiore ce l'ha l'avventura (roboante e vorticosa), ma vi si insinua in mezzo se non proprio dell'umorismo certo dell'ironia, sia tra le pieghe di un'azione che, nascendo dai fumetti, ne riflette ampiamente tutte le possibili iterazioni (anche in barba alla logica), sia a carico di quei quattro notissimi interpreti al centro, ciascuno pronto, con furbizie e anche con sarcasmi, a colorire al massimo le proprie fisionomie. Bruce Willis, intanto, un protagonista spesso felice di prendersi anche un po' in giro (perfino nel risvolto sentimentale alla fine). Al suo fianco, ma non meno in primo piano di lui, Morgan Freeman e John Malkovich riescono a toccare con astuzia anche i più inattesi effetti comici, mentre Helen Mirren, con la sapienza che le conosciamo, gioca a rimpiattino con un personaggio in cui abilmente si accompagnano la femminilità e l'ardire." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo cronaca di Roma', 13 maggio 2011)

"Chissà se la trama interessa a qualcuno, visto che un blockbuster come 'Red' generalmente suscita ben altro genere d'aspettative. Comunque l'acronimo del titolo sta per 'Retired extremely dangerous'. (...) Dall'originario e apprezzato racconto a fumetti del duo Ellis-Hamner, il regista tedesco Robert Schwentke (...) ha tratto per il piacere di platee debitamente chiassose una commedia d'azione in cui la faciloneria e la banalità narrative cercano di riscattarsi grazie al doping di un cast stellare. È previsto, infatti, che il coinvolgimento dello spettatore non debba dipendere solo dalle locations, le citazioni bondiane o l'incremento degli effetti speciali, bensì dal credito che deciderà o meno di concedere a tanti divi-marpioni arruolati con licenza assoluta di gigioneria. (...) Non volendo entrare nelle diatribe degli esperti, pronti ad accapigliarsi sulla fedeltà della trasposizione tra linguaggi diversi, diremmo che se il proposito era quello di conservare lo spirito icastico, schizzato e rodomontesco dei fumetti lesinando sugli ingredienti di classe e ironia, il risultato è coerente. Anche perché bisogna aggiungere per il buon peso il coté cine-nostalgico garantito dal prezioso cammeo del novantaquattrenne (!) Ernest Borgnine nonché da una serie di battute sui bei duelli a tutto campo della Guerra Fredda che i nostri rimpiangono continuamente e il fervore un po' odioso degli inseguitori che sarebbero i buoni, ma in realtà cattivi spioni odierni capeggiati da Karl Urban." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 13 maggio 2011)

"Ispirata a una graphic novel realizzata da Ellis & Hammer (Magic Press) 'Red', che sta non per rosso ma per 'Retired: extremely dangerous', è interpretato da un gruppo di attori fra i 56 e i 74 anni di età, e magari non proprio in auge come divi. (...) Il punto di forza del film non è certo il labile e poco originale spunto narrativo, quanto la presenza di bravi interpreti capaci di conferire umorismo e simpatia ai loro personaggi di agenti segreti in congedo che, mentre scherzano sugli acciacchi dell'età, dimostrano di non aver perso lo smalto e il sangue freddo. Che Willis sia dotato nel registro brillante lo si sapeva, ma bisogna vedere quanto sono divertenti lo stralunato Malkovich con il porcellino rosa di peluche in mano e la signorile dame Mirren con la pistola in pugno; per non parlare del delizioso cammeo dell'ultranovantenne Ernest Borgnine. Già regista del poco memorabile sentimental/fantascientifico 'Un amore all'improvviso', il tedesco Robert Schwentke si adegua al gioco degli attori, mantenendo moderato il tasso di violenza e imprimendo al thriller un ritmo di commedia." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 13 maggio 2011)

"Li chiamano 'Mad Dog', Cani pazzi. Sono quegli agenti della Cia, la Central Intelligence Agency, che, per essere stati manovrati in faccende sporche, sono ritenuti 'fuori' dall'organizzazione, che non ne vuol più sapere di loro. (...) Non c'è da porsi troppe domande. Qui si spara, si brucia, si fa a pugni e calci con veemenza estrema. Questo film è tratto da un fumetto, dovuto alla DC Comics, agguerrita concorrente della Marvel (quella, invece, del recente 'Thor'). Lo «spirito» a quadretti del fumetto è ben mantenuto per oltre metà della durata, con la dovuta dose di ironia. Poi si precipita nel vero e proprio film tipo «'fast & furious», opera degli spericolati 'stunt men' e dei 'visual effects'. E l'interesse (c'è un quasi presidente americano di mezzo) si spegne nel trambusto (infine interviene anche l'Fbi, e si scoppia)." (Franco Colombo, 'L'Eco di Bergamo', 13 maggio 2011)

"Fragoroso e divertente poliziesco a tutta birra, esasperata parodia dei film d'azione, che non si prende mai sul serio mentre corre per mezza America. (...) La storia è assurda, ma non ci si fa caso, sommersa com'è dalle irresistibili smargiassate dei quattro simpatici veterani." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 13 maggio 2011)
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