Red Rock West

Red Rock West

USA - 1992
Red Rock West
Disoccupato, Michael si è diretto con la sua sgangheratissima automobile, una Cadillac, e senza denaro verso il Wioming. Ma Red Rock, un tempo località ricca di petrolio, sembra proprio un posto sfortunato. I pozzi sono asciutti. Il proprietario dell'unico caffè - Waine Brown - scambia il giovane per un certo Lyle, killer professionista chiamato per eliminare la propria moglie Suzanne (che lo tradisce con un certo Kurt) e gli offre 5000 dollari come pattuito. Michael, dapprima interdetto, accetta, poi va da Suzanne, le rivela la trama ordita ai suoi danni, ottiene da lei il doppio per ucciderne il marito e infine scompare con i dollari, non senza avere prima inviato informazioni al locale sceriffo. Malauguratamente un grave incidente stradale lo riporta al villaggio e qui Michael apprende che lo sceriffo e Waine sono la stessa persona, mentre giusto in quel momento arriva Lyle. Michael si trova così in una strana situazione: Waine lo odia e lo perseguita; Lyle non rinuncia al suo compenso e lo cerca arma alla mano; Suzanne (che intanto ha ucciso l'amante) non desidera che di partire insieme a lui per il Messico dopo l'eliminazione di Waine e, soprattutto, dopo averlo derubato di una forte somma che il marito tiene nascosta. A complicare ancora le cose, il denaro è frutto di operazioni illegali, per le quali la coppia Waine-Suzanne è da tempo ricercata. Dopo varie sparatorie, rimasti uccisi lo sceriffo, Lyle e un agente, Michael e la donna salgono su di un treno merci in corsa, da cui lui la lancia nel vuoto assieme al sacco con i dollari, che il vento sparpaglia all'intorno.
  • Durata: 99'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Specifiche tecniche: NORMALE A COLORI
  • Produzione: SIGURJON SIGHVATSSON E STEVE GOLIN PER "RCS PROPAGANDA FILM"
  • Distribuzione: WARNER BROS ITALIA (1993) - PANARECORD

CRITICA

"Il problema di Red Rock West è il grottesco involontario. In questo genere di film, insomma, o accetti incondizionatamente l'archetipo (anche a costo del déja-vu) o batti decisamente sull'ironia, come i fratelli Coen". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 27 maggio 1993).
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