REAZIONE A CATENA

CHAIN REACTION

USA - 1996
REAZIONE A CATENA
In un laboratorio dell'università di Chicago, un gruppo di scienziati e tecnici ha scoperto un semplice ma quasi illimitato modo per produrre dall'acqua energia pulita, potente e a basso costo, ideale per un mondo che cerca carburanti ed è terrorizzato dalla prospettiva dell'inquinamento. Lo studente Eddie e la scienziata Lily, coinvolti nell'impresa, assistono all'omicidio del loro maestro il dott. Barkley, vengono incolpati del fatto e invischiati in una reazione a catena di spionaggio e di omicidi. Si muove l'F.B.I., si muovono i servizi segreti, si innesca una serie impressionante di doppi giochi e ritorsioni. Ci vorrà molto tempo, molti rischi e molta forza d'animo prima che Eddie e Lily vengano riconosciuti innocenti e giudicati in grado di portare avanti le applicazioni pratiche del progetto.
  • Durata: 106'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Specifiche tecniche: NORMALE A COLORI
  • Produzione: ARNE L. SCHMIDT, ANDREW DAVIS
  • Distribuzione: FOX - 20TH CENTURY FOX HOME ENTERTAINMENT

NOTE

REVISIONE MINISTERO NOVEMBRE 1996.

CRITICA

"Reazione a catena" pare scritto con la carta carbone direttamente dalle pagine del copione del "Fuggitivo", con tanto di poliziotto inseguitore, duro, deciso, onesto, ma anche lesto a sentire la "puzza di bruciato". La messa in scena di Davis scivola ariosa e coinvolgente sullo scontato materiale narrativo senza riuscire a trovare l'originalità nella forza dell'immagine. Ma il ritmo è buono, i tempi giusti e la suspense va già, come la pillola di Mary Poppins, con un pizzico di "zucchero" procurato dal paesaggio e da un montaggio che non si risparmia in attacchi e stacchi da manuale. (Il Secolo XIX, Natalino Bruzzone, 17/11/96)
Ancora cinema in fuga per il regista Andrew Davis che, dopo il successo del fibrillante "Il Fuggitivo", insiste sul tema dell'uomo qualunque, innocente e inconsapevole, costretto a scappare per difendersi da ingiuste accuse e da macchinosi complotti. Ma in Reazione e catena il meccanismo (e la suspense), più scontati che hitchkockiani, funzionano assai meno. Innanzi tutto per i demeriti di Keanu Reeves, incredibilmente fuori forma fisica, ingrassato, bolso e inespressivo, per nulla "speed". Poi perchè la storia risulta vista mille volte, rimasticata, inerte non interessante. (Il Messaggero, Fabio Bo, 20/11/96)
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