Razza selvaggia

ITALIA - 1980
Nato a Minori, Mario Gargiulo vive nei pressi di Torino con la sorella Michelina e la figlia di questa. Insoddisfatto del lavoro in fabbrica, Mario accetta l'invito del compaesano Umberto che vive una vita diametralmente opposta. Sposato con l'appariscente Anna, dirige un locale notturno. Alla fine di una notte brava Umberto rivela la sua natura di 'drogato'. Ma quando tutti fuggono, Mario decide di restare accanto all'amico.

CAST

CRITICA

"Ma chissà cosa vuole dimostrare Squitieri con un film come questo: forse che essere meridionali è una maledizione senza via d'uscita? Se così fosse, per quanto meridionale il regista sarebbe un "razzista selvaggio". Non è un film come questo che si può capire meglio la società in cui viviamo." (Francesco Mininni, 'Magazine italiano tv')

"Tutto sommato e nonostante la buona volontà, Squitieri dà l'impressione di avere inventato la fantasociologia. La confusione tematica e l'esasperazione dei drammi è inoltre inficiata dalla introduzione di inutile scabrosità". ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 89, 1980)
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