RASPUTIN

RASPUTINE

ITALIA - 1954
Gregorio Rasputin, dopo una giovinezza tempestosa, entra in un convento di monaci scismatici. Dotato di un temperamento di fanatico, inclinato al misticismo, egli acquista facilmente, tra i devoti contadini, fama di santità. Ben presto egli si fa banditore di una particolare concezione religiosa, secondo la quale, per combattere vittoriosamente le insidie di Satana, sarebbe necessaria la diretta esperienza del peccato. Questa originale teoria assicura a Rasputin, che, trasferitosi a Pietroburgo, si è potuto introdurre nei circoli di corte, la conquista di numerosi cuori femminili. Particolarmente affezionati e a lui devoti si mostrano l'Imperatore, l'Imperatrice ed il piccolo Zarevic, che il suo quasi miracoloso intervento ha salvato da probabile morte. Ma i nemici di Rasputin, che vedono in lui un pericoloso predicatore di pace ed un troppo influente amico dei sovrani, inducono l'Imperatore ad allontanare il monaco. Ritornato nella terra natia, Rasputin subisce da prima un attentato da parte di una donna da lui sedotta: gli giunge poi un appello dell'Imperatrice, che lo chiama al capezzale del figlio morente. Ma a Pietroburgo s'è formata una congiura con l'intento di eliminare l'enigmatico e sinistro personaggio: invitato da un principe, che gli era stato fedele amico, Rasputin viene avvelenato col cianuro di potassio e finito a colpi di pistola.

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