Rain Man - L'uomo della pioggia

Rain Man

USA - 1988
Rain Man - L'uomo della pioggia
Charlie Babbit, un giovane commerciante di automobili di lusso, attualmente indebitato per speculazioni sbagliate, scopre, alla morte del padre, che l'unico erede del cospicuo patrimonio familiare è un istituto di rieducazione per handicappati, presso il quale è ricoverato Raymond, il suo sconosciuto fratello. Vagamente Charlie ricorda che quando era bambino viveva nella casa paterna uno strano personaggio che gli recitava le filastrocche: non si trattava, pertanto, di Rain Man, l'immaginario uomo della pioggia, ma di Raymond, più grande di lui di venti anni. Adirato per la mancata eredità, Charlie porta via Raymond dalla clinica con la speranza di diventarne legalmente il tutore e beneficiare indirettamente dell'ingente patrimonio. Durante il lungo viaggio intrapreso, poco a poco Charlie si affeziona a Raymond, un individuo tutto gesti meccanici e frasi ripetitive, privo di reazioni sul piano emotivo: perso ogni rancore nei suoi confronti, rinunciando ad ogni pretesa finanziaria, consente a Raymond di ritornare nella clinica.
  • Durata: 130'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: PANAVISION, 35MM (1:1.85)
  • Tratto da: ispirato al romanzo "Bill: on his own" di Barry Morrow
  • Produzione: PETER GUBER E JOHN PETERS COMPANY PER UNITED ARTISTS
  • Distribuzione: UIP (1989) - VIDEO E DVD: MGM HOME ENTERTAINMENT (GLI SCUDI) - LASERDISC: WARNER HOME VIDEO, DVD: 20TH CENTURY FOX HOME ENTERTAINMENT (2008)

NOTE

- 4 OSCAR 1988: MIGLIOR FILM, MIGLIOR REGIA, MIGLIOR ATTORE (DUSTIN HOFFMAN), MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE.

- ORSO D'ORO AL FESTIVAL DI BERLINO 1989.

- PREMIO DAVID DI DONATELLO 1989 PER MIGLIOR FILM STRANIERO (BARRY LEVINSON), E MIGLIORE ATTORE STRANIERO A DUSTIN HOFFMAN.

CRITICA

"Con la sua interpretazione Dustin Hoffman evidenzia validamente le impuntature, la meccanicità dei gesti e degli scarti, l'incerto procedere nel camminare, comportamenti tutti caratteristici di un autistico." (Segnalazioni Cinematografiche)

"L'autismo secondo Hollywood: un'occasione come un'altra per fare spettacolo e grandi incassi, ma non per dire una parola sincera sull'argomento. Il film di Levinson, naturalmente, è ben realizzato, comunque in grado di comunicare qualcosa e soprattutto affidato alla superba interpretazione di Dustin Hoffman. Tom Cruise, a ben guardare, non sfigura. Valeria Golino, invece, passava per caso." (Francesco Mininni, Magazine Italiano tv)

"Divertente, commovente, un po' ruffiano, conta soprattutto per Hoffman e il suo istrionismo sapientemente raffreddato. Quattro Oscar, Orso d'oro a Berlino, campione d'incassi del 1989. Efficacissimo." (Laura e Morando Morandini, Telesette)

"Ben in equilibrio fra commedia e dramma, pluridecorato sul campo degli Oscar (film, regia, Hoffman, sceneggiatura) è un film più ruffiano che toccante, con qualche tempo morto e qualche grave incongruenza (per vincere a blackjack non basta ricordare le carte uscite). Dustin Hoffman è mostruoso in un ruolo difficile, ma anche Tom Cruise stavolta è bravo. Valeria Golino recita da cani: finalmente la Loren ha un'erede". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 21 giugno 2001)
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