Ragazze a Beverly Hills

Clueless

USA - 1996
Ragazze a Beverly Hills
La sedicenne Cher, orfana di madre e di buon aiuto in casa al padre Mel, è molto popolare a Beverly Hills. Fiorente adolescente, ricca e di buon carattere, Cher si fa voler bene da compagne di scuola e da tutti per la sua generosità e simpatia e la sua qualità emergente è quella di far del bene agli altri. Tra l'altro Cher si è riproposta di far sposare il suo insegnante mister Hall con la professoressa Geist non molto bella ma ansiosa di convolare a giuste nozze. E poi le preme Tai, una studentessa nuova arrivata da fuori, sgraziata e priva di eleganza, che affida al parrucchiere e piano piano trasforma con i suoi abiti smessi, ma ancora in ordine. Tai diventa sua amica, formando con la disinvolta Dionne, un simpatico terzetto. Tuttavia, l'energica Cher è del tutto sprovveduta in faccende di cuore e lo capisce sia nell'ambiente scolastico, sia in occasione delle svariate festicciole, gremite di adolescenti speranzose, ricche e amanti del rock, aggiornatissime nel campo della moda, ma con testa e cuore più che disponibili. Tutto cambia quando Josh, un attraente universitario figlio della prima moglie di suo padre Mel, arriva a passare un po' di tempo in casa di Cher...
  • Altri titoli:
    Clueless: fuera de onda
    Les collégiennes de Beverly Hills
    Clueless - Was sonst!
  • Durata: 97'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: PANAVISION, 35 MM (1:1.85) - DE LUXE
  • Tratto da: liberamente tratto dal romanzo "Emma" (1815) di Jane Austen
  • Produzione: SCOTT RUDIN, ROBERT LAWRENCE, BARRY BERG E ADAM SCHROEDER PER PARAMOUNT PICTURES
  • Distribuzione: UIP - CIC VIDEO

NOTE

- REVISIONE MINISTERO APRILE 1996.

CRITICA

"Il problema di 'Ragazze a Beverly Hills' è quello di appiattirsi sugli standard del dorato mondo giovanile che vorrebbe satirizzare: una banda di figli di papà con il telefonino, le auto lussuose, il culto del look, egoisti, ignoranti e inconsapevoli delle miserie del mondo a Sud di Sunset Boulevard. Tuttavia qualche informazione sociologica la commediola la passa e se la si mette idealmente accanto ai film sui ghetti neri di Los Angeles, il quadro diventa più completo. (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 9 aprile 1996)

"Cinema 'carino', brillante e witty (come dicono gli americani) ma non privo di malizia e di lusinghe: la Silverstone, sorta di Ambra molto più attraente e meno pedante, sfodera notevoli doti comiche, già adocchiate da Hollywood che le ha offerto un contratto miliardario." (Fabio Bo, 'Il Messaggero', 15 aprile 1996)

"Amy Heckerling, la regista del serial 'Senti chi parla, non dà giudizi, mostra quello che probabilmente ha visto in zona. Ma di sicuro Alicia Silverstone, la ragazza Barbie, finora nota per tre videoclip degli Aerosmith, ci offre un ritratto psicosomatico tremendo, almeno quanto l'identikit di Nicole Kidman in 'Da morire': nella civiltà dell'apparenza, sono due regine. Bisogna superare la carta luccicante del film per ragazzine per arrivare a scorgere la denuncia. Ma non siamo sicuri sia intenzionale. Per il resto il film schizza qua e là tra festine soft punk, pomeriggi a tutto shopping (di libri non c'è traccia). Insomma, una commediola simpaticamente allarmante in cui i ragazzi sono bravissimi nel disegnare il nulla." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 16 aprile 1996)
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