Qui non è il Paradiso

ITALIA - 2000
Qui non è il Paradiso
Un furgone delle poste che trasporta gli incassi dell'ICI viene misteriosamente svaligiato. L'indagine permette di individuare un primo sospetto: Renato, l'autista del furgone. Non si è presentato al lavoro, il giorno dopo il colpo ed anche a casa risulta irreperibile. La caccia parte, il commissario Lucidi si mette sulle tracce di Renato e di Walter Taranto, un amico anch'egli scomparso.

TRAMA LUNGA
Renato Sapienza fa l'autista alle Poste, incaricato di trasportare e consegnare i valori. Separato, è appassionato di poesia e da tempo sogna di dare una svolta alla propria vita. Di questi suoi desideri mette al corrente Walter, amico e collega. Alla ricerca del modo più rapido per organizzare il viaggio a lungo desiderato e cominciare una nuova esistenza, Renato punta la propria attenzione sulle ingenti somme che ogni giorno ha con sé nel furgone. Il colpo sembra facile e privo di difficoltà. Poco per volta, passando insieme piacevoli serate, Renato riesce a convincere Walter, all'inizio più riluttante. I due però non possono fare tutto da soli. Vengono allora coinvolti anche Enzo Pace, proprietario di un locale, e Michele Manzo, anche lui impiegato alle Poste. Dopo un primo tentativo andato male, la seconda volta il colpo riesce. I quattro si riuniscono per dividersi il bottino di otto miliardi. Ma a questo punto Enzo e Michele sparano a sangue freddo su Renato e Walter che muoiono all'istante. Sulle tracce di colpevoli era intanto giunto il commissario Lucidi, incaricato delle indagini.
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Produzione: VITTORIO CECCHI GORI PER C.G.G./FIN.MA.VI.
  • Distribuzione: CECCHI GORI

CRITICA

"Tutto sommato una prova del fuoco, questa di Tavarelli, superata. Certamente non siamo davanti a gran colpi d'ala, a invenzioni capaci di resistere all'assalto sempre più deciso degli americani. Ma bisogna accontentarsi quando si incontra un regista italiano che promette di fare bene". (Francesco Bolzoni, 'Avvenire', 15 settembre 2000)

"Molto ben girato con asciutta efficacia, molto ben recitato, realizzato con una professionalità sapiente non invadente né raggelante: però il grande interesse, la qualità del film restano il saper cogliere, cristallizzare e raccontare uno scoraggiante Zeitgeist, uno Spirito del Tempo in Italia". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 15 settembre 2000)
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