Questa è la vita

ITALIA - 1954
"La giara" - Un ombrellaio ambulante, dopo aver riparato una giara, rimane chiuso nel recipiente dal quale la sua gobba non gli permette più d'uscire. Il padrone della giara, urtando il vaso in un accesso di collera ne provoca la rottura permettendo all'ombrellaio d'uscire dalla sua prigione.

"Il ventaglio" - In un giardino pubblico, una giovane madre, senza mezzi, senza lavoro, senza casa, chiede l'elemosina. La giovane donna però non si preoccupa della sua triste condizione e, non appena riceve dei soldi da un passante, l'impiega per acquistare un ventaglio di carta. Mentre si fa vento, adocchia due bersaglieri in libera uscita.

"La patente" - Un padre di famiglia con la fama di iettatore domanda ed ottiene dal tribunale un documento che lo dichiara tale. Lo userà per costringere vicini e parenti a sovvenzionarlo per evitare loro eventi sfortunati.

"Marsina stretta" - Un vecchio professore, invitato alle nozze di una ex allieva molto povera, si fa prestare da un vicino una marsina. Arrivato a casa della sposa, apprende che l'eccesso di gioia ha ucciso la madre di questa. I parenti dello sposo, contrari alle nozze, vorrebbero rimandarle ad epoca indeterminata; ma il professore, trovando nel disagio che gli procura la marsina troppo stretta l'energia necessaria per opporsi a tale pericolosa decisione, fa in modo che il matrimonio si compia subito.

CAST

CRITICA

"Il primo episodio è il più debole: apprezzabili il secondo e il terzo; nel quarto, che è il migliore, gli elementi comici e drammatici sono ben distribuiti e si fondono armoniosamente." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 35, 1954).

"La 'voga' del film a episodi ha preso di mira anche Pirandello del quale i produttori di questo film hanno scelto quattro novelle [...]. 'La giara' di Pastina è forse il migliore; 'Il ventaglio' di Soldati è più che altro un buon saggio dei progressi veramente notevoli fatti da Myriam Bru come attrice; 'La patente' di Zampa era uno spunto ottimo che avrebbe potuto dare origine, da solo, a un film normale e qui invece appare affrettatamente sfruttato; mentre al contrario 'Marsina stretta' d Fabrizi appare diluito più del necessario". (Alberto Albertazzi, "Intermezzo", 4-5, 15 marzo 1945).
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