Quella sporca dozzina

The Dirty Dozen

USA, GRAN BRETAGNA - 1967
Quella sporca dozzina
Nell'imminenza dello sbarco in Normandia, il comando supremo dell'esercito americano affida al maggiore John Reisman l'incarico di far saltare in aria un castello, situato nella Francia occupata dai nazisti, nel quale sono soliti riunirsi in gran numero alti ufficiali tedeschi. Per compiere la missione il maggiore Reisman ha a sua disposizione dodici militari, condannati alla pena capitale o a trent'anni per gravissimi reati, ai quali non viene offerta altra scelta che scontare la pena o affrontare la morte nell'assalto al castello. In compenso, per coloro che riusciranno a sopravvivere, la condanna verrà annullata. Aiutato dal sergente Bowren, il maggiore cerca di trasformare i dodici delinquenti in un gruppo di militari affiatati, riuscendoci perfettamente. Scattata l'esecuzione del piano e penetrati nel castello, gli uomini di Reisman intrappolano e uccidono gli alti ufficiali tedeschi che vi si trovano. Nell'operazione, tuttavia, assieme al maggiore e al sergente, soltanto uno della "sporca dozzina" riesce a salvarsi.
  • Durata: 149'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, GUERRA
  • Specifiche tecniche: 35 MM, METROSCOPE, PANORAMICA, METROCOLOR
  • Tratto da: romanzo di E.M. Nathanson
  • Produzione: MGM, MKH, SEVEN ARTS PRODUCTIONS
  • Distribuzione: MGM - MGM HOME ENTERTAINMENT (GLI SCUDI)
  • Vietato 14

NOTE

- OSCAR PER MIGLIORI EFFETTI SPECIALI SONORI (1967) A JOHN POYNER.

- IL FILM E' STATO CAMPIONE D'INCASSI NEGLI STATI UNITI NEL 1967.

CRITICA

"Il film, girato con grande mestiere e bene interpretato, ha notevoli pregi spettacolari. Nella sostanza, tuttavia, quel che vi è di credibile è convenzionale, quel che v'è di insolito è incredibile. Ambiguo, o quanto meno contraddittorio, è poi nel suo significato: per tre quarti, infatti, è una satira all'arte della guerra e degli uomini che la coltivano; nella stessa azione culminante, così feroce, sembra volerci mostrare il risvolto disumano di certi fatti guerreschi, apparentemente eroici; e appunto, quella azione è compiuta da criminali. Nel finale invece, il lavoro ripiega, molto convenzionalmente, nell'esaltazione di quell'eroismo che sembrava volesse impietosamente smascherare." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 63, 1968)

"Uno dei migliori esempi di film bellico-avventuroso, diretto da Aldrich con vigore e ben interpretato da un buon gruppo di attori famosi o sul punto di diventarlo. Qualche dubbio sull'ideologia del film, sottilmente reazionaria e comunque sostenitrice della violenza come mezzo di riscatto e redenzione, si fa da parte al cospetto di tanto spettacolo." (Francesco Mininni, Magazine italiano tv)

"La guerra come universo criminale. A Robert Aldrich la ripresentazione di questa tesi riesce bene specialmente nella prima parte; nella seconda, invece, si cade nella fanfaronata. Un'ammirevole galleria di attori." (Laura e Morando Morandini, Telesette)
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