Quella casa nel bosco

The Cabin in the Woods

USA - 2011
3/5
Quella casa nel bosco
Cinque amici, in vacanza in un cottage isolato fra i boschi, deve improvvisamente affrontare una minaccia di origine sconosciuta. Nel frattempo, un gruppo di tecnici rinchiuso in una sala operativa scruta, e spesso controlla, ogni mossa dei ragazzi terrificati...
  • Durata: 95'
  • Colore: C
  • Genere: HORROR, THRILLER
  • Produzione: JOSS WHEDON PER AFX STUDIOS, MGM, MUTANT ENEMY, UNITED ARTISTS
  • Distribuzione: M2 PICTURES (2012)
  • Vietato 14
  • Data uscita 18 Maggio 2012

TRAILER

RECENSIONE

di Gianluca Arnone
Wes Craven non è passato invano. Tanto che oggi è impossibile concepire un horror che non sia anche una meditazione sul genere e i propri meccanismi di perpetuazione, un testo con tanto di istruzioni per l'uso. Da Scream in poi, si deve necessariamente parlare di meta-genere della paura, un gioco al massacro a metafora zero (epurati sottotesti politici e ambizioni metafisiche, l'horror moderno racconta fondamentalmente se stesso), sublimato dal giochino sadico che coinvolge a un secondo livello autore e spettatore.
Quella casa nel bosco è solo l'ultimo epigone di questa modernità del filone, non più scaltro di altri né meno divertente. C'è un pezzo di The Avengers nella sua germinazione, perché il regista a cottimo della Marvel, Joss Whedon, è qui sceneggiatore e produttore, e perché tra i suoi interpreti c'è un certo Chris Hemsworth, alias Thor, camuffato dietro a un taglio a spazzola sbarazzino e una drastica riduzione della massa muscolare. Che quella cerebrale non aveva bisogno di ritocchi (d'altra parte Hollywood non pretende dall'attore australiano che faccia, addome, petto e bicipite). In regia l'esordiente Drew Goddard, che aveva in curriculum però il florido sodalizio con J.J. Abrams (è stato produttore e sceneggiatore nelle serie tv Alias e Lost). Un teorico più che un artigiano: e di fatto la sua macchina da presa ricrea situazioni e convenzioni del genere con pedante applicazione, senza menarla troppo né con gli estetismi alla Aja, né con i freddi esercizi di suspense che pure avevamo apprezzato in un altro neofita del filone, Bryan Bertino, autore del raffinato The Strangers.
No, qui è tutto scrittura e ri-scrittura. Teoria e dimostrazione. Un raddoppiamento del testo simmetrico alla continua messa in abisso dello sguardo: il film dell'orrore che vediamo - dalla trama archetipica: un gruppo di ragazzi che decide di passare il weekend in un'isolata casa di campagna infestata da morti viventi - è visto a sua volta all'interno del film, perché è una messa in scena orchestrata da un gruppo di tecnici e scienziati che, da una sala operativa, controlla quello che sta avvenendo. Simulazione simulata, rifrazione di sguardo, metacinema ed etica pulp: insomma tutto l'abc dell'horror post-moderno, ironia inclusa.
Un esperimento controllato eppure efficacissimo, sospeso tra l'omaggio e la derisione, con due-tre momenti di grande ilarità (uno di questi è senza dubbio la carneficina finale che coinvolge tutta la genia dei mostri della storia, da It agli zombie), plasma a go-go e un paio di irriverenti camei (Richard Jenkins e Sigourney Weaver). Si poteva forse evitare una spiegazione plausibile (aggettivo da prendere comunque con le pinze) mantenendo tutto sul filo dell'ambiguità, curare alcuni raccordi e dettagli, scegliere vittime meno inespressive. Si poteva rifinire meglio anziché "tagliare con l'accetta". Ma è un distinguo che in un horror può suonare decisamente pleonastico.

CRITICA

"Un horror di quelli che si fanno oggi, perché - Wes Craven docet - non è più il caso di essere seri, ma riflessivi, anzi, auto-riflessivi. Film sul cinema, dunque, ma con risate assicurate, plasma a flutti e un arco ideologico che va dai sacrifici umani aztechi al reality-show, pur senza prendersi sul serio: girato con due lire americane, 'Quella casa nel bosco' di Drew Goddard ibrida con gusto postmodernissimo 'La casa' di Sam Raimi e il teen-movie più becero: bionda ninfetta vs. casta mora, intellettuale vs. forzuto (Chris Hemsworth, alias Thor) e il più fumato a fare da guru. Scontatissima la location, ovvero una casa in campagna variamente infestata, le nomination fioccano, le giovani teste cadono e le creature - dagli zombie ai licantropi, passando per 'IT' e i ragni giganti - intervengono come i colpi di scena del 'Grande Fratello'. Tutto è architettato, perché ci son mostri e Mostri, e gli umani stanno a guardare: Richard Jenkins e Sigourney Weaver in indovinati cammei, forse a questa Casa manca una solida struttura poetica, ma l'intonaco è da paura." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 17 maggio 2012)

"La prima parte del film è nota: l'itinerario, disseminato di allarmi, verso la casa degli orrori. La seconda è un'escalation apocalittica, una vera carneficina. Non bisogna dimenticare di aggiungere che, da una specie di stanza dei bottoni, qualcuno li sta osservando. Detto così, il soggetto del primo film diretto da Drew Goddard (e sceneggiato da Joss Whedon, il regista di 'The Avengers') sembra roba stravista e strasentita. E invece i due complici spiazzano le attese, dando alla truculenta storia un andamento ibrido tra "gore" e parodia. Un esercizio di meta-cinema un po' nel genere inaugurato da Wes Craven ('Scream') per come smonta i codici del film orrorifico, eludendo però - nello stesso tempo - le aspettative del pubblico. E mostrandosi tutt'altro che avaro di brividi di paura." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 18 maggio 2012)

"Come gli appassionati di favole e horror ben sanno, una casa nel bosco può significare seri guai per chi vi si avventura: in questo caso cinque studenti, due femmine e tre maschi, intenzionati a trascorrere un allegro week-end a base di sesso e spinelli in un'isolata baita montana. Puntuale si spalanca la botola di uno scantinato dove il gruppo scende a curiosare; e al solito un gesto incauto scatena l'incubo. A questo punto però il film dell'esordiente Drew Goddard, risalente in realtà al 2009, riserva una sorpresa. A impressionare non è la parata di mostri di ogni tipo che assaltano i malcapitati, bensì la scoperta che i cinque sono intrappolati in un gigantesco set (tipo 'Hunger Games') tenuto sotto videocontrollo da misteriosi tecnocrati, divertiti burattinai della caccia mortale sino a un finale intinto di apocalittica ironia. Buona l'idea, e del resto l'horror è stato prodotto e sceneggiato (con Goddard) da Joss Whedon, futuro regista di 'The Avengers', ma già noto per la serie tv 'Buffy'; meno bene il film, discontinuo di stile e incerto di tono fra umorismo e paura. Nel cast figurano Chris Hemsworth (prima di Thor), Richard Jenkins e Sigourney Weaver in un cameo." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 18 maggio 2012)

"Si poteva scommettere ad occhi chiusi. Quale film tra quelli usciti la scorsa settimana sarebbe andato meglio al box office? Ovviamente l'horror. Pazienza se la trama non solo è trita ma anche ritrita. I giovani non badano a queste quisquilie e pinzillacchere. Basta un po' di sangue, meglio se versato copioso, e chissenefrega se l'input è dato dal solito gruppetto di studenti che decide di trascorrere il fine settimana in una casa nel bosco. Si sa come andrà a finire ma si finge di non saperlo. Beata gioventù." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 25 maggio 2012)
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