Quel maledetto treno blindato

ITALIA - 1977
Nelle Ardenne, verso la fine della II Guerra Mondiale, un gruppo di soldati americani in attesa di giudizio per reati diversi, grazie alla confusione provocata da un bombardamento, riesce a fuggire e tenta di guadagnare la Svizzera. Il comando del gruppo viene assunto dal tenente Robert Yeager che, con le buone o con le cattive, riesce a tenere insieme l'afroamericano Ganfield, il mafioso Franck Costello, il ladruncolo Nick Colasanti e il timido Tony. Alla compagnia si aggiunge anche un disertore tedesco, il capitano Adolf Saks. Dopo varie peripezie, il gruppo si scontra con quella che crede essere una pattuglia tedesca, ma che in realtà è un drappello di soldati americani guidati dal colonnello Wagner per una missione speciale. Presi dai partigiani di Veronique, i fuggitivi sono costretti a rimediare all'incidente sostituendosi agli uomini attesi dal colonnello Charles Thomas Buckner. L'impresa è quanto mai ardita: far saltare un ponte e un treno blindato dopo avere sottratto una testata nucleare.

CAST

NOTE

- ENZO G. CASTELLARI CONSIDERA IL FILM DI TARANTINO 'INGLOURIOUS BASTERDS' - IN CUI APPARE IN UN CAMEO - "NON UN REMAKE MA UN OMAGGGIO".

CRITICA

"Non c'è nulla di nuovo in questo prodotto bellico che, sceneggiato a cinque mani, interpretato da attori che costituiscono una sorta di ONU cinematografica (per propiziare al film un mercato vasto), salta di sequenza in sequenza ad avventure di cui non è difficile ravvisare le fonti di ispirazione. Non si può negare, comunque, che lo spettacolo sia movimentato, vario, e persino avvincente, grazie alla scanzonata regia che non ha badato a mezzi pur di riempire il tempo, gli occhi dello spettatore e lo schermo. Naturalmente non bisogna sottilizzare sul fatto che le Ardenne in questione siano sfacciatamente 'italiane' e che tanto le avventure quanto i personaggi manchino di credibilità". ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 85, 1978)

"La storia ha pagine al limite del verosimile, ma è raccontata con scioltezza e partecipazione. (...) Gli echi più evidenti sono quelli di 'Quella sporca dozzina' di Aldrich, ma il film trasuda un po' più di latina, anzi romanesca, simpatia". (Vittorio Spiga, 'Il Resto del Carlino', 15 febbraio 1978)
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