QUASI NIENTE

PRESQUE RIEN

BELGIO, FRANCIA - 2000
QUASI NIENTE
Sul litorale di una piccola e tranquilla cittadina nei pressi di Nantes, il diciottenne Mathieu, si appresta a trascorrere, come ogni anno, le vacanze con la madre, la zia ed un cugino. Un giorno, sulla spiaggia, Mathieu incontra un giovane del luogo, Cèdric, con cui inizia un gioco di sguardi. Una sera Cèdric fa il primo passo e vince la timidezza di Mathieu.
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, ROMANTICO
  • Produzione: RADIO TELEVISION BELGE FRANCOFONE - ARTE FRANCE CINEMA - , MAN'S FILMS - LANCELOT FILMS
  • Distribuzione: E.MIK
  • Vietato 18
  • Data uscita 19 Luglio 2002

NOTE

REVISIONE MINISTERO GIUGNO/LUGLIO 2002

CRITICA

Dalle note di regia: "Io non ho alcun pudore nei confronti della sessualità. Ho un rapporto ludico e libero con il sesso. In questo film ho voluto mostrarne la scoperta in maniera allegra. Vedere due persone che fanno l'amore su una duna è molto bello, che siano un uomo e una donna o due uomini è la stessa cosa. Per me si tratta di due persone che provano desiderio l'una per l'altra e che lo vivono in tutta libertà."

"Sospesa in tre tempi storici, il prima, il durante e il dopo, la commedia sentimentale esplora l'universo delle contraddizioni della carne e dello spirito, con una partecipazione sincera e mai morbosa. Ma sono i fardelli psicologici i più pesanti, il complesso della madre malata, il distacco dall'adolescenza: nessuno scoop, ma un racconto di affetti tenuto bene, in bilico tra le contraddizioni e le incertezze del primo amore, lasciando largo spazio a tutto l'universo affettivo muto e inespresso, negli occhi di due ragazzi molto bravi, Stéphan Rideau e Jérémie Elkaim, il timido Mathieu che ci impresta i suoi occhi ingenui per scoprire quei pasticciaccio di voler bene". (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 20 luglio 2002)

"'Quasi niente' dice di adolescenti e di pulsioni non soltanto d'amore - con una capacità rarissima per il non detto, la sottrazione, la descrizione di uno stato d'animo con uno sguardo, un campo lungo, un'ellissi. E costruisce intorno a due personaggi straordinari un mondo di slanci e "abnegazioni" che sorprende per lucidità e sincerità. Un melodramma che riesce a entrare nelle pieghe ustionanti e rischiosissime del male di vivere, senza un solo cedimento; che manovra stereotipi gay come pochi oggi sanno fare; che non scappa di fronte al sesso, al dolore lancinante e spesso inspiegabile; e che si chiude con uno scarto grigio e di solitudine che strizza il cuore. Interpreti bravissimi. Peccato davvero per l'uscita da solleone". (Pier Maria Bocchi, 'Film Tv', 24 luglio 2002)

"Uno degli aspetti più riusciti del film è il modo convincente di raccontare l'amore e il sesso, senza i convenzionali pudori del cinema serio ma anche senza adrenaliniche intenzioni di scioccare. I due ragazzi che si innamorano l'uno dell'altro non stanno facendo niente di estremo né trasgressivo. Si amano e basta, e quindi fanno anche l'amore fra le dune con la massima semplicità." (Gianni Rossi Barilli, 'Il Manifesto', 19 luglio 2002)
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