Quando un padre

The Headhunter's Calling

CANADA - 2016
1,5/5
Quando un padre
Le vicende di uno spietato cacciatore di teste, deciso a battersi contro un rivale per il controllo della società di inserimento all'impiego per cui lavora, fino a quando una tragedia familiare metterà in conflitto la sua vita personale con quella professionale. Per Dane Jensen, infatti, il successo richiede un po' di spietatezza; non si va da nessuna parte senza pestare qualche piede. Dopo anni di scalate al successo in azienda, Dane ha ora un obiettivo ancora più grande: il capo della società ha annunciato il suo ritiro ed è giunto il momento per lui di provare a prenderne il posto. Dane avrà quindi bisogno di tutte le sue energie, anche perché la sua concorrente è molto più giovane e altrettanto determinata. Il destino, però, ha in serbo per lui l'inimmaginabile: suo figlio di 10 anni si ammala gravemente. Dopo anni ad accumulare vittorie nel mondo degli affari, riuscirà Dane a trovare una soluzione per il dramma che si è abbattuto sulla sua famiglia?
  • Altri titoli:
    A Family Man
  • Durata: 109'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: ARRI ALEXA, PANAVISION (1:2.35)
  • Produzione: NICOLAS CHARTIER, MARK WILLIAMS, CRAIG J. FLORES, ALAN SIEGEL, GERARD BUTLER, PATRICK NEWALL PER ZERO GRAVITY MANAGEMENT
  • Distribuzione: EAGLE PICTURES (2017)
  • Data uscita 8 Giugno 2017

TRAILER

RECENSIONE

di Nico Parente
Quando un padre di Mark Williams (produttore qui all'esordio nella regia) vede coinvolto nel ruolo di protagonista l’action man Gerard Butler, qui spietato recruiter al servizio di Ed (Willem Dafoe), manager senza scrupoli e assetato di potere e soldi, coadiuvato sul set da Alfred Molina, Gretchen Mol e Alison Brie.

Dane Jensen  (Butler) è un “cacciatore di teste” che per anni ha passato la maggior parte delle giornate in ufficio per dare il miglior tenore di vita possibile alla sua famiglia. La sua esistenza cambia improvvisamente quando uno dei suoi tre figli si ammala gravemente.

Film drammatico a tinte medical, il debutto di Williams si presenta come un lavoro strappalacrime avente al centro del copione quanto di più trattato negli ultimi anni dal cinema statunitense.


 

Se fino a prima dell’evento cruciale (la diagnosi della malattia) sembra di essere catapultati nella Wall Street di Scorsese con tanto di Butler pronto a sostituire un arrivista e ultracompetitivo Di Caprio, il post-diagnosi è un assemblaggio di vari temi (dal dialogo interreligioso all’11 settembre) che sembrano causare un vero e proprio corto circuito, con tanto di black-out innescato da una serie di eventi improbabili e tutti caratterizzati dal lieto fine.

Lo sceneggiatore Dubuque concentra una serie di situazioni toccanti al limite del possibile, sfociando molto spesso in epiloghi poco credibili (seppur d’impatto) e seguendo una narrazione smielata poco convincente e che si addice più agli standard televisivi da prima serata che non al grande schermo.

La vicenda gravita attorno a una coppia in crisi per via dell’assente figura maschile e il loro conflitto si risolverà soltanto una volta colpiti dal drammatico evento. Nulla di nuovo e tutto già visto. Insomma, non c’è da mettersi troppo comodi in poltrona.

NOTE

- TRA I PRODUTTORI ESECUTIVI FIGURA ANCHE BILL DUBUQUE.

CRITICA

"(...) raccontato in stile fluido e patinato, dolore vero neanche l'ombra nonostante un ragazzino rischi di morire ma sentiamo da lontano i passi della sceneggiatura e intrighi casalinghi da anni 50. La confezione è da serie, ma banalità a peso, Wall Street è sempre l'inferno ma un dottore indiano (quello di David Leavitt?) veglia su Gerard Butler, che si affanna invano." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 8 giugno 2017)

"Quando Butler è la star di un film bisogna purtroppo preoccuparsi. Aitante e fotogenico, l'attore s'inerpica quasi sempre su interpretazioni che richiedono un'intensità melodrammatica che non riesce a reggere, come dimostra anche «Quando un padre» (...). La confezione in salsa industrial-professionale del film è ottenuta, infatti, con una marcata convenzionalità di messa in scena e un vistoso dispendio di dialoghi grossolani, senza neppure sapere ricorrere all'estremismo spudorato dei classici del genere iettatorio." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 8 giugno 2017)

"Mark Williams è un produttore esordiente nella regia; Bill Dubuque uno sceneggiatore al secondo copione: risultato del loro impegno congiunto, 'Quando un padre' è una commedia drammatica che scorre con piatta prevedibilità dall'inizio alla fine. L'aspetto positivo è che lo scozzese Gerald Butler di '300' conferisce al personaggio di Dane Jensen una buona credibilità sia quando si presenta come un agguerrito cacciatore di teste (...); sia quando, sconvolto dalla leucemia del figlioletto, scopre la priorità assoluta dei valori affettivi rimettendo in gioco se stesso e la carriera. L'altro aspetto positivo sono le visite culturali ad alcuni fantastici edifici di Chicago a firma di grandi architetti (...). Mettiamo anche che l'interpretazione di Willem Dafoe (...) è al solito puntuale; aggiungiamo che il ragazzino Max Jenkins è delizioso. Sono valori, certo, ma non bastano a dare sugo al film." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 8 giugno 2017)

"Classica opera di formazione per adulti, meglio se professionisti egocentrici, l'esordio di Mark Williams offre ben pochi spunti di riflessione sulla forma cinematografica interamente piegata al contenuto edificante e moralistico da veicolare. Si salva il 'sex symbol' Butler, a tutto tondo in un dramma (finalmente) lontano dai consueti action, thriller e war movie." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 8 giugno 2017)

"L'esordio registico del produttore Williams è il classico racconto morale nordamericano contro il carrierismo (per noi italiani, oggi, è pura fantascienza ma in Usa è tema radicato). Film da non sottovalutare affatto. Butler è diventato noto con addominali, barba e urlo: «Questa è Sparta!», in '300' di Snyder. Qui è più dalle parti della prova dolcissima di un piccolo film con bimbo del 2004 intitolato 'Dear Frankie'." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 8 giugno 2017)

"Spiacerà a qualche spettatore attratto se non dalla trama dal ricco cast (Dafoe è comunque da vedere nel ruolo del capo super carogna). II guaio è appunto la trama. Sempre oltraggiosamente prevedibile, sempre manierata senza ritegno nel disegno dei personaggi." (Giorgio Carbone, 'Libero', 8 giugno 2017)

"Film da tema riciclato, perennemente a rischio esondazione, che riesce, però, a mantenere un equilibrio accettabile senza forzare lacrime che, comunque, scenderanno. Merito di un cast ben amalgamato nel quale riesce a far bella figura anche il monoespressivo Gerard Butler." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 22 giugno 2017)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy