Quando sei nato non puoi più nasconderti

ITALIA, FRANCIA, GRAN BRETAGNA - 2005
Quando sei nato non puoi più nasconderti
Sandro ha dodici anni e una vita spensierata in una piccola cittadina di provincia. Un giorno, durante un viaggio in barca nel Mediterraneo con il padre, cade in acqua e non riescono a raggiungerlo prima che sparisca tra le onde. Viene ripescato da uno scafo su cui sono imbarcati dei clandestini che fanno rotta verso l'Italia, sperando in una vita migliore e nel miraggio di un lavoro per poter mantenere le loro famiglie. Tra gli emigranti ci sono due fratelli rumeni, Radu e Alina. Hanno la stessa età di Sandro e tra i tre ragazzi si stringe un rapporto che somiglia sempre più ad un'amicizia, nonostante le diversità e la lingua diversa. Sandro si sente vicino a loro, e soprattutto ad Alina, così bella ai suoi occhi di adolescente. È l'età adulta che irrompe nella sua vita, mostrandogli lo squallore e la crudezza della realtà e costringendolo a guardare il mondo con occhi diversi...
  • Altri titoli:
    Once You're Born You Can No Longer Hide
  • Durata: 115'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, AVVENTURA
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Tratto da: romanzo omonimo di Maria Pace Ottieri (ed. Nottetempo s.r.l.)
  • Produzione: RICCARDO TOZZI, MARCO CHIMENZ, GIOVANNI STABILINI PER CATTLEYA, RAICINEMA, BABE, ONCE YOU ARE BORN FILMS
  • Distribuzione: 01 DISTRIBUTION (2005)
  • Data uscita 13 Maggio 2005

TRAILER

RECENSIONE

di Enzo Natta

Dopo lo sguardo su un passato ancora vivo come quello della Meglio gioventù, Marco Tullio Giordana si rivolge ora sul fenomeno dell’immigrazione, realtà che sta premendo contro porte inutilmente sprangate. Gli italiani sembrano ignorare che nel secolo passato ben 60 milioni di connazionali si sono sparsi ai quattro angoli del mondo. Eppure basta un nonnulla, una banalità, un’onda imprevista perché la situazione possa ribaltarsi di colpo. Sandro – un ragazzo bresciano di 12 anni, unico figlio di una famiglia benestante – cade in mare durante una crociera in barca a vela. Quando si accorge della sua scomparsa, il padre urla inutilmente la sua disperazione. Ogni ricerca è inutile. Invece Sandro è riuscito a salvarsi, avvistato da un peschereccio di emigranti clandestini… Quando sei nato non puoi più nasconderti (il titolo, lo si scoprirà più avanti, riserva una sorpresa) racconta la ribellione che il giovane protagonista manifesta nei confronti di una diffusa mentalità, dopo aver sperimentato sulla propria pelle quanto siano profonde le radici del pregiudizio. Come Antigone, anche lui intende seguire la legge morale che gli dettano le ragioni del cuore, ma alla sua innocenza fa da contrappunto l’imbarazzo degli adulti ad affrontare una realtà diversa da quella che hanno sempre immaginato. La forza di Sandro va oltre i parametri correnti, la ragione, il buon senso, le leggi, perché ha condiviso il dolore, la sofferenza, ma anche le attese e le speranze di quell’altra metà del mondo. Sobrio, intenso, serrato, il film di Giordana rifugge dalla facile commozione proponendo invece il paradosso di un ragazzino che, perso di colpo il privilegio, prende coscienza di un problema che lo investe e lo travolge. Come se, rovesciando un cannocchiale, vedesse la realtà con un’altra ottica. A questa visione diversa delle cose invita un finale aperto con i due giovani protagonisti (bravissimi entrambi) che, seduti su un marciapiede, richiamano alla mente la conclusione, altrettanto aperta, del Ladro di bambini di Gianni Amelio. 

NOTE

- PRESENTATO IN CONCORSO AL 58MO FESTIVAL DI CANNES (2005).

- VINCITORE DEL NASTRO D'ARGENTO 2006 PER IL MIGLIOR PRODUTTORE (RICCARDO TOZZI, MARCO CHIMENZ, GIOVANNI STABILINI). IL FILM ERA CANDIDATO AL NASTRO D'ARGENTO 2006 ANCHE PER: ATTORE NON PROTAGONISTA (RODOLFO CORSATO), SONORO IN PRESA DIRETTA.

- CANDIDATO AL PREMIO FILM COMMISSION TORINO PIEMONTE (PREMIO DEI CRITICI), DAVID DI DONATELLO 2006.

CRITICA

Dalle note di regia: "Tra le fonti: il libro di Maria Pace Ottieri che ha dato il titolo al film, Migranti di Claudio Camarca, un piccolo saggio di Giuseppe Mantovani che s'intitola Intercultura... e naturalmente il cinema. Per quanto non esplicita c'è un'eco di 'Germania, anno zero' di Roberto Rossellini o de 'I bambini ci guardano' di Vittorio De Sica. La passeggiata finale del ragazzo nella "Corea" milanese è un po', in orizzontale, la passeggiata che in 'Germania, anno zero' il piccolo Edmund fa in verticale, prima di buttarsi giù. Come ne 'La meglio gioventù', c'è anche Truffaut - qui citato con un tema musicale composto da Georges Delerue per 'La peau douce' -perché pochi come lui hanno saputo raccontare la fragilità dell'adolescenza e i traumi del passaggio verso la maturità."

"Rimossi con 'La meglio gioventù' i suoi anni ' 70, Giordana offre un film su essere e apparire, sulla convivenza, sulla multimedialità dei sentimenti. Vuole soprattutto spiazzare: niente pregiudizi e stereotipi, tutto è da conoscere e reinventare, anche a rischio di sacrificare un po' di snobismo ed emotività per raccontare daccapo, con un cast eccezionale, come sta cambiando l' Italia." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera, 14 maggio 2005)
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