Quando l'amore brucia l'anima - Walk the Line

Walk the Line

USA - 2005
Quando l'amore brucia l'anima - Walk the Line
Film biografico che ripercorre le tappe della vita e della carriera di Johnny Cash, leggenda della musica country, dall'infanzia passata in una fattoria, al successo accanto a star come Elvis Presley, Jerry Lee Lewis e Carl Perkins.
  • Altri titoli:
    Johnny & June - Pasión y locura
  • Durata: 135'
  • Colore: C
  • Genere: BIOGRAFICO, DRAMMATICO, MUSICALE
  • Specifiche tecniche: PANAVISION CAMERAS, 35 MM (1:2.35)
  • Tratto da: libro "Man in Black" di Johnny Cash e "Cash: an Autobiography" di Johnny Cash e Patrick Carr
  • Produzione: FOX 2000 PICTURES, TREE LINE FILMS, CATFISH PRODUCTIONS, KONRAD PICTURES
  • Distribuzione: 20TH CENTURY FOX ITALIA (2006)
  • Data uscita 16 Febbraio 2006

RECENSIONE

di Davide Turrini
Il biopic musicarello è ormai un abuso artistico quantitativamente evidente. Un fenomeno in continua evoluzione commerciale (al film si collegano pure la vendita di un cd e la rinnovata curiosità per il personaggio dimenticato dalla storia) e immortalato in una statica surplace linguistica. Tanto che la costruzione del narrato in Quando l'amore brucia l'anima (Walk the Line) evidenzia i classici snodi melodrammatici: il trauma infantile, il colpo di fortuna (classico coup de theatre per la più ovvia american way of life), la crescita turbolenta ma ricca di danari, l'elemento disturbante (alcool o droghe, basta che portino il protagonista sulla cattiva strada), la redenzione finale. Johnny Cash andava raccontato, anche per motivi etici, perché lui a sua volta per un po' di tempo ha raccontato i diseredati, i dolori di un America un po' nascosta. Il problema semmai è che il biopic si sta sempre più appiattendo sul dato performativo, ovvero quanto è bravo tal dei tali a rifare talaltro. Fino a quando come nel film di Mangold ritroviamo alcune coordinate impazzite: Phoenix non assomiglia somaticamente e fisicamente a Cash ma dà prova di una certa costanza, di un sentita fatica nel muoversi nei panni di un essere umano perennemente in crisi, instabile psicologicamente, manesco; mentre tutto il coté delle comparse fa a gara per essere più identico possibile a Elvis, Jerry Lee Lewis e compagnia. Così anche se Mangold riporta un'analisi laterale, scostata, di trent'anni di America profonda, musicalmente rivoluzionaria, screziata dalle disparità economiche e sociali, si attarda sempre qualche minuto in più dietro la necessità di mostrare che la dose di fiction è altissima, che l'artificio è radice inequivocabile di un certo cinema classico che si dà al pubblico senza riflettere troppo sul come e perché farlo. Scelta ampiamente legittimata dagli incassi e dalla spettacolarizzazione dell'evento, ma che non sa far altro che dividere in bianco e nero realtà davvero complesse e articolate come la vita stramba e difficile di Johnny Cash.

NOTE

- 3 GOLDEN GLOBES 2006 PER MUSICAL/COMMEDIA: MIGLIOR FILM, MIGLIOR ATTORE A JOAQUIN PHOENIX E MIGLIOR ATTRICE A REESE WITHERSPOON.

- OSCAR 2006: MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA (REESE WITHERSPOON). ALTRE NOMINATIONS: MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA (JOAQUIN PHOENIX), MIGLIOR MONTAGGIO, MIGLIORI COSTUMI E MIGLIOR SUONO.

CRITICA

"Il cow-boy e l'indiano, il credente e il peccatore, il patriota e il dimostrante: nel biografico 'Walk the Line - Quando l'amore brucia l'anima' di James Mangold, le anime di Johnny Cash ci sono tutte. Il film ripercorre le tappe della vita e della carriera di questa leggenda della musica: dall'infanzia in una fattoria al successo vicino a star come Elvis Presley. Ma, soprattutto, si sofferma sull'amore (ricambiato) della sua vita: quello per la collega June Carter (Reese Witherspoon). Le interpretazioni dei due protagonisti, che cantano con la loro voce tutte le canzoni, sono davvero generose e credibili. Quella di Phoenix, poi, è camaleontica: quando imbraccia la chitarra come un fucile puntato, sembra veramente Cash. Il risultato è un film senza trucchi e con tanto cuore: proprio come le canzoni di Cash. Un po' prevedibile, non c'è dubbio, ma potrebbe rimanere nella storia. Del genere, s'intende." (Fabio Ferzetti', 'Il Messaggero', 17 febbraio 2006)

"Il regista e sceneggiatore James Mangold, di cui forse si ricorderà il recente 'Identità', con la collaborazione alla sceneggiatura di Gill Tennis, noto soprattutto in tv, ha seguito passo passo tutti i principali eventi, nel pubblico e nel privato, della carriera del suo protagonista, mettendo soprattutto l'accento su due temi: la sua passione per la musica, con pagine molto ampie del suo repertorio, e il suo amore, agli inizi deluso, per June Carter che, quando prevale nella vicenda, la investe di un'aura in cui i sentimenti , senza finire nel patetico, riescono a dare un tono a tutto il resto: con forte intensità. A interessare, però, specie per chi le predilige, sono quelle tante canzoni country & western e i blues che hanno affidato Johnny Cash, con larghissimi consensi, alla storia di quel tipo di musica. Non solo si ascoltano suonate dal vivo dalla banda pronta, su e giù per l'America, a seguire il protagonista, ma si possono ascoltare anche cantate con la propria voce da Joaquin Phoenix il quale pur non avendo mai cantato prima né suonato la chitarra, portando sullo schermo la figura di Johnny Cash è riuscito a riproporne le canzoni con delle tonalità che, senza proprio essere quelle tutte nere per le quali andava celebre, riescono a ricordarne con efficacia i timbri scuri e profondi. A fianco, nelle vesti di June Carter, Reese Witherspoon, protagonista l'anno scorso, della 'Fiera della vanità'. Qui, anche lei, canta dal vivo. Un duetto, con Phoenix, che merita applausi." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 17 febbraio 2006)

"In 'Quando l'amore brucia l'anima' June, che nella realtà era più anziana di Cash, è interpretata dalla fresca Reese Witherspoon, cui ha assicurato la nomination agli imminenti Oscar. E' candidato anche il suo partner Joaquin Phoenix, che per incarnare il torturato protagonista si è sottoposto a un processo di metamorfosi, anche vocale: infatti (tal quale Reese), è lui stesso a cantare 'I Walk the Line', 'Ring of Fire' e gli altri brani celebri di Cash, anziché affidarsi al playback. L'esclusivo interesse del film, del tutto privo di sottigliezze, risiede nei due 'caratteri' principali. Irrilevanti le comparsate delle controfigure di Elvis e Jerry Lee Lewis." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 17 febbraio 2006)

"Ispirato alle due biografie del divo con chitarra morto nel 2003, il film, riuscita biografia e miglior lavoro di James Mangold, è costruito in stile anni ' 70: contrapposizione di vita e carriera, dischi e famiglia, droga e rhythm&blues contro i pii principi del rude Sud del Tennessee. Maltrattato dal padre, imborghesito dalla moglie, in Johnny Cash combattono due Americhe finché l'amore per June trionfa, guarisce, porta in hit parade. I due vivono la privacy al microfono, e i due bravi Joaquin Phoenix e Reese Witherspoon, ex legally blonde, suonano e cantano davvero, aderendo a una vita che scorre in musica." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 18 febbraio 2006)

"Le cinebiografie, si sa, soprattutto quelle che dedicate ad artisti-simbolo, a miti della cultura, riservano sempre il rischio della forzatura romanzesca, dell'enfasi emotiva, dell'ossessione dell'aderenza psicofisica dell'interprete all'originale. 'Quando l'amore brucia l'anima', biografia della leggenda della musica country Johnny Cash, conferma la rignerazione di questo tipo di fiction per rendere adeguato omaggio ad alcuni personaggi scolpiti nell'immaginario (a meno che non si scelga la strada documentaristica alla Scorsese o Wenders che recentemente hanno rivisitato miti del jazz e del blues). (...) Il film restituisce, però, anche le tensioni di una generazione e di una coppia-simbolo che arrivava al cuore di tanti fan grazie a un appassionato interscambio tra musica e privato, e a canzoni ispirate dalle loro esperienze. In queste operazioni gli attori giocano naturalmente un ruolo fondamentale e Joaquin Phoenix e Reese Witherspoon, candidati all'Oscar e già vincitori dei Golden Globe, sono davvero straordinari per come caricano la vicenda del senso di un viaggio spirituale alla ricerca di se stessi tra amore e redenzione." (Alberto Castellano, 'Il Mattino', 18 febbraio 2006)
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