Qualcuno volò sul nido del cuculo

One Flew Over the Cuckoo's Nest

USA - 1975
Qualcuno volò sul nido del cuculo
In un ospedale psichiatrico tutto ordine e pulizia arriva un giorno il giovane Randle P. McMurphy, che, condannato per reati di violenza, spera, spacciandosi per matto, di sottrarsi al carcere: ai medici il compito di scoprire se sia o meno un simulatore. La sua comparsa, intanto, porta lo scompiglio in quel chiuso ambiente di repressione mascherata, di intransigente disciplina imposta e mantenuta da una ferrea capo-infermiera, la signorina Ratched. L'allegro McMurphy volge in burla le sedute psicanalitiche di gruppo, si improvvisa radiocronista di immaginarie partite di baseball, organizza una "scappatella" in barca coi suoi compagni, impianta una squadra di basket. Più i ricoverati, però, gli stringono fiduciosi intorno, contagiati dal suo spirito di disubbidienza, più la Ratched stringe la vite del sistema repressivo.
  • Altri titoli:
    Vol au-dessus d'un nid de coucou
    Alguien voló sobre el nido del cuco
  • Durata: 133'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA, TECHNICOLOR, DELUXE, 35 MM (1:1.85)
  • Tratto da: romanzo "Qualcuno volò sul nido del cuculo" di Ken Kesey, edito da Rizzoli (2001)
  • Produzione: FANTASY FILMS, N.V. ZVALUW
  • Distribuzione: RAI - UNITED ARTISTS - DOMOVIDEO, SAN PAOLO AUDIOVISIVI, L'UNITA' VIDEO, DVD: WARNER HOME VIDEO (2002)

NOTE

- REVISIONE MINISTERIALE GENNAIO 1993.

- LA VERSIONE VIDEO E' VIETATA AI MINORI DI 14 ANNI.

- 5 OSCAR 1975: FILM, REGIA, SCENEGGIATURA, ATTORE ED ATTRICE PROTAGONISTA.

- PER LA PRIMA VOLTA DOPO "ACCADDE UNA NOTTE" DI FRANK CAPRA NEL 1934 IL FILM SI AGGIUDICA TUTTI E 5 GLI OSCAR FONDAMENTALI. L'EVENTO SI RIPETERA' NEL 1991 CON "IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI" DI JONATHAN DEMME.

- DAVID DI DONATELLO 1976 PER MIGLIORE REGISTA STRANIERO A MILOS FORMAN E MIGLIORE ATTORE STRANIERO A JACK NICHOLSON.

- IL FILM E' STATO CAMPIONE D'INCASSI NEGLI STATI UNITI NEL 1976.

CRITICA

"Tratto da un romanzo di Ken Kesey, il film non è solo uno spietato atto di accusa contro i manicomi, ma una metafora di straordinaria incisività sull'intolleranza del Potere, sui meccanismi repressivi della società, sul condizionamento dell'uomo da parte di altri uomini. Diretto e interpretato con rara maestria, giocato su una vasta gamma di toni egregiamente fusi, animato da personaggi di toccante verità, il film ruota intorno alla figura di uno scapestrato amante della libertà." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 80, 1976)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy