Qualcosa è cambiato

As Good as It Gets

USA - 1997
Qualcosa è cambiato
A New York, Melvin Udall, scrittore di romanzi sentimentali, soffre di disturbi di tipo ossessivo e maniacale. Si diverte ad insultare, offendere, ferire gli altri che reagiscono con durezza. Di fronte al suo appartamento abita Simon, pittore di talento, stella del momento nel panorama artistico newyorchese, gay dichiarato e vittima delle malignità del dirimpettaio. Tutti i giorni Melvin fa colazione in un ristorante, dove l'unica cameriera che sopporta le sue battute è Carol, una ragazza madre con un figlio che soffre di asma cronica. Un giorno Simon si porta a casa un giovane modello per un ritratto ma questi fa entrare alcuni amici che sfasciano tutto, rubano e picchiano duramente il pittore. Mentre è in ospedale, Melvin accetta di fare da padrone a Verdell, il cagnolino di Simon: i due diventano stranamente amici. Poi Melvin viene a sapere della malattia del figlio di Carol: manda a casa della donna un medico, marito della sua editrice, che gli prescrive cure rigorose e di grande efficacia. Imbarazzata, Carol dice a Melvin di non voler avere rapporti con lui. Ma ne è veramente sicura? dietro a quella maschera di cinismo scoprirà esserci un uomo sensibile e degno del suo amore.
  • Altri titoli:
    Mejor... imposible
    Pour le pire et pour le meilleur
  • Durata: 138'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: PANAVISION, 35 MM (1:1.85)
  • Produzione: JAMES L. BROOKS, BRIDGET JOHNSON, KRISTI ZEA PER TRISTAR PICTURES, GRACIE FILMS
  • Distribuzione: COLUMBIA TRISTAR FILM ITALIA - COLUMBIA TRISTAR HOME VIDEO - DVD: SONY PICTURES HOME ENTERTAINMENT (1999)

NOTE

- REVISIONE MINISTERO GENNAIO 1998.

- OSCAR 1997 PER: MIGLIOR ATTORE E ATTRICE PROTAGONISTI (JACK NICHOLSON E HELEN HUNT). LE ALTRE CANDIDATURE ERANO: MIGLIOR FILM, ATTORE NON PROTAGONISTA (GREG KINNEAR), SCENEGGIATURA ORIGINALE, MONTAGGIO E COLONNA SONORA.

CRITICA

"La regia di Brooks, in equilibrio fra sentimenti e allegria, riesce abbastanza a tenere unite le due parti in contraddizione fra loro: con risultati, specie nelle cifre comiche, in più occasioni, anche plausibili. Vi riesce, però, soprattutto grazie a Nicholson che alle prese con le tipologie a lui tanto care dei nevrotici, le colora, le cesella e le esalta con visibile e tutta scoperta soddisfazione; cavandone, sia nel rosa sia nel nero, effetti quasi irresistibili. Forse convincono di meno gli altri due al suo fianco, ma per un film così, basta lui. Anche da solo." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 30 gennaio 1998)

"Sulla sceneggiatura di Mark Andrus, il regista Brooks conferma la sua attitudine a pantografare i temi della sitcom televisiva, con episodi bizzarramente originali e situazioni talvolta irrisolte o tirate per i capelli. Pregevoli attori come Cuba Gooding Jr. e Shirley Knight sono utilizzati un po' svogliatamente. È chiaro che il grande Jack ha monopolizzato tutta l'attenzione del regista, e a un film dove comanda lui non si può certo chiedere gran che dall'altro." (Tullio Kezich, 'Il Corriere della Sera', 31 ottobre 1998)

"Qualcosa è cambiato, ma non per James Brooks, un abile manovratore delle altrui emozioni ('Voglia di tenerezza', 'Dentro la notizia') che continua a fare un cinema sempre lì a un passo da essere vero, che a tratti, per dei guizzi improvvisi di cattiveria, potrebbe piacere anche ai Franti del pubblico e della critica, e che invece rivela ogni volta una visione edulcorata e soapoperistica - anche se ciò nulla toglie ad alcuni momenti di strepitoso divertimento, come capita appunto in 'Qualcosa è cambiato', che ha conquistato la giuria dei Golden Globes. O, meglio, l'ha conquistata Jack Nicholson, in un'interpretazione di grande istrionismo che gli permette di scatenare tutto il suo repertorio di occhiate sbieche, ghigni, soavità, esibizione di denti ferini e ruggenti." (Irene Bignardi, 'la Repubblica', 4 febbraio 1998)

"Piacevole, ma esageratamente diluita, commedia sentimentale di James L. Brooks, dove i tiramolla rosa ondeggiano tra umorismo e tenerume e i dialoghi luccicano con la complicità di un paio di battute memorabili. Un Oscar a testa ai due eccellenti protagonisti, l'istrione nato Jack Nicholson e la graziosa, espressiva Helen Hunt". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 30 aprile 2001)
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