Pulce non c'è

ITALIA - 2012
3/5
Pulce non c'è
Pulce è una bambina di nove anni. Ha due occhioni accesi, ascolta solo il tango e, anche se non parla, comunica continuamente. Sua madre Anita cerca di renderle la vita migliore, studia trattati di neuropsichiatria, prepara cartelloni per tenerla al passo con le materie scolastiche e si aggiorna sulle nuove tecniche di comunicazione per bambini autistici. Suo papà Gualtiero, un medico apparentemente burbero, cerca invece di calmare il panico notturno della figlia raccontandole la "favola" delle patate al latte o attraversa la città di Torino di notte alla ricerca della sua bibita preferita. Della famiglia fa parte anche la tredicenne Giovanna, che osserva i genitori e la sorella Pulce con uno sguardo ironico e disincantato. Una famiglia anormale con una sua normalità, interrotta in un pomeriggio di pioggia: Anita va a prendere Pulce a scuola e scopre che è stata portata via dai servizi sociali e affidata alla comunità Giorni Felici. Non solo, le visite sono riservate esclusivamente ad Anita e Giovanna mentre al padre è vietato qualsiasi contatto con la bambina: Gualtiero, infatti, è sospettato di aver abusato di Pulce...
  • Durata: 97'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Tratto da: romanzo omonimo di Gaia Rayneri (Ed. Einaudi)
  • Produzione: MARCO DONATI PER OVERLOOK PRODUCTION, IN ASSOCIAZIONE CON FONDAZIONE SVILUPPO E CRESCITA CRT, DIPARTIMENTO DI DISCIPLINE ARTISTICHE, MUSICALI E DELLO SPETTACOLO DELL'UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TORINO, BRAINACTION COMMUNICATION
  • Distribuzione: ACADEMY TWO (2014)
  • Data uscita 6 Marzo 2014

TRAILER

RECENSIONE

di Gianfrancesco Iacono
Ritratto privo di retorica sull'eterno dilemma tra apparire ed essere oppure scavo, dissezione accurata di quelle dinamiche che possono condurre una famiglia, passo per passo, sull'orlo della disgregazione? Pulce non c'è, probabilmente, si presta ad entrambe le letture e in ciò risiede la sua forza.
Il dramma è quello della famiglia Camurati, appartenente alla buona borghesia torinese (il padre, Gualtiero, è un medico). Da sempre, la vita della famiglia è segnata dalla condizione della piccola Margherita, per tutti “Pulce”, bambina affetta da autismo con conseguenti disturbi dell'apprendimento, appassionata di musica e ghiotta di succo di tamarindo. Seppure tra mille difficoltà legate alla cura della piccola Pulce, la vita della famiglia Camurati prosegue senza troppi scossoni finché la più orribile delle accuse non giunge a sconvolgere un equilibrio già di per sé precario: si sospetta difatti che il padre Gualtiero abbia abusato di entrambe le figlie, la piccola Pulce e la maggiore Giovanna, adolescente timida e riservata. L'intervento delle autorità strappa così la bambina dalle mani della famiglia per affidarla a una comunità. Da questo momento, inizia la difficile battaglia giudiziaria dei Camurati per riavere indietro Pulce, uno scontro che si articola fra i poli dialettici di infanzia ed età adulta, “normalità” e “diversità”, nella difficile ridefinizione di un percorso familiare complesso e disarmonico.
Giuseppe Bonito, al suo esordio nel difficile mondo dei lungometraggi, evita le secche fin troppo facili del sentimentalismo e della melassa - l'uso parco, quasi minimale della colonna sonora, di per sé, può quasi far gridare al miracolo alle nostre latitudini - intessendo con sobrietà un quadro familiare e sociale in una Torino dalla luce grigia e spenta (asettica come la luce degli istituti per l'infanzia e dei palazzi di giustizia) che la fotografia coglie in maniera mai così impietosa.
Interessante il rapporto delineato fra i due coniugi: un'intensa Marina Massironi nel ruolo della madre Anita e un burbero Pippo Delbono in quello di Gualtiero, due figure lontane, quasi impossibilitate a comunicare, ma che trascinate all'improvviso nel vortice del sospetto e del dramma pongono le basi per un riavvicinamento. Da menzionare, infine, la prova dell'esordiente Francesca Di Benedetto, misurata e convincente nel ruolo di Giovanna, adolescente impacciata, dotata di poche certezze e costretta a divenire adulta dinanzi a un mondo in cui la violenza e il sospetto possono annidarsi tra le mura di casa.

NOTE

- REALIZZATO CON IL SOSTEGNO DELLA FILM COMMISSION TORINO PIEMONTE, CON LA COLLABORAZIONE DI FIP - FILM INVESTIMENTI PIEMONTE, IL PATROCINIO DEL COMUNE DI TORINO E CON IL CONTRIBUTO DEL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI DIREZIONE GENERALE PER IL CINEMA.

- IN CONCORSO ALLA VII EDIZIONE DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL CINEMA DI ROMA (2012) NELLA SEZIONE 'ALICE NELLA CITTÀ'.

- CANDIDATO AI NASTRI D'ARGENTO 2013 PER: MIGLIOR REGISTA ESORDIENTE E CANZONE ORIGINALE.

CRITICA

"Tratto da una storia vera, con dito puntato sulle istituzioni, il film è raccontato con grande sensibilità dal promettente Giuseppe Bonito. Cast perfetto: dai misurati genitori, Delbono e Massironi, alla talentuosa «deb» Di Benedetto." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 6 marzo 2014)
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