Prove apparenti

Night Falls on Manhattan

USA - 1996
Prove apparenti
Il giovane Sean Casey, dopo essere stato poliziotto di strada, riesce ad entrare nell'ufficio della procura distrettuale di New York, animato da grandi ideali professionali. Passano pochi mesi, e viene scelto come Pubblico Ministero di un caso delicato in cui si tratta di incastrare definitivamente un famoso trafficante di droga che ha sparato e ridotto in fin di vita un anziano ufficiale di polizia, che è poi il padre di Sean. In tribunale la difesa è affidata all'avvocato Sam Vigoda, noto per il suo impegno politico, e alla sua assistente Peggy con la quale Sean ha una relazione. La tesi della legittima difesa non convince la giuria, il trafficante è condannato, e Sean acquista tale popolarità che, morto all'improvviso il procuratore Morgenstern, si candida al suo posto e viene eletto. Raggiunto il potere, Sean comincia però a toccare con mano ciò che prima non poteva vedere: le affermazioni del trafficante in tribunale sulla corruzione della polizia risultano a poco a poco vere, e molti poliziotti confessano di essere complici del traffico di droga. La verità sconvolge Sean, che cerca conforto, tenendo un discorso saggio ma pieno di amarezza ai nuovi allievi che vogliono intraprendere la carriera in procura.
  • Durata: 114'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, POLIZIESCO
  • Specifiche tecniche: 35 MM (EASTMAN EXR 200T 5287), 1: 1.85
  • Tratto da: romanzo "Prove apparenti" di Robert Daley
  • Produzione: THOM MOUNT, JOSH KRAMER
  • Distribuzione: MEDUSA FILM (1997) - MEDUSA VIDEO

NOTE

- REVISIONE MINISTERO APRILE 1997

CRITICA

Costruito come un legal thriller a sfondo morale, 'Prove apparenti' è un film poco spettacolare sul piano dell'azione, in linea con lo stile severo, insinuante, un po' all'antica di Lumet. E avrete capito che Sean Casey, subito acclamato Procuratore distrettuale, sarà posto di fronte a un dilemma da far tremare i polsi (anche perchè nel frattempo è venuto fuori che il padre falsificò un mandato pur di beccare il delinquente). (L'Unità, Michele Anselmi, 25/4/1997)

Le mani in pasta lo conducono a impastare in più parti il già visto (del resto sui tribunali nel cinema si potrebbero scrivere libri) ma la bontà e la problematicità dell'assunto lo salvano dall'ovvio. I personaggi risultano piuttosto sfaccettati, a cominciare dai meno integri, che cercano, anche vergognandosene, di coprire i loro cedimenti. (L'Eco di Bergamo, Franco Colombo, 28/4/1997)
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