Protector

The Protector

HONG KONG - 1985
Billy Wong, un poliziotto di New York d'origine cinese, mentre rientra dal lavoro con un collega cade in un'imboscata in cui muore l'amico. Deciso a vendicarlo e travolto dalla furia, va oltre gli ordini del suo capitano e perde il posto. Reintegrato in occasione di una pericolosa operazione antidroga in cui viene rapita Laura Shapiro, figlia di un grosso capo della mala newyorkese, insieme al collega Danny Garoni si trasferisce a Hong Kong per le indagini dove, dopo una interminabile serie di avventure rischiose e spettacolari, riesce a liberare la ragazza e viene decorato dalla polizia per il brillante esito dell'operazione.
  • Altri titoli:
    Le retour du Chinois
    Wei long meng tan
  • Durata: 94'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, POLIZIESCO
  • Specifiche tecniche: PANAVISION - TECHNICOLOR
  • Produzione: DAVID CHAN PER GOLDEN HARVEST COMPANY, GOLDEN WAY FILMS LTD.
  • Distribuzione: PIC (1986) - WARNER HOME VIDEO

CRITICA

"Jackie Chan corre salta si arrampica con più agilità di Tarzan e Cheetah messi insieme. James Glickenhaus usa più ralenti di quanti non ce ne siano nell'intera filmografia di Peckinpah, e il suo art director mette in fila una serie di ambientazioni sempre molto spettacolari. A modo suo insomma il film si lascia vedere. Ma per ispirare la simpatia che a suo tempo ispirava Bruce Lee, c'è qualche milione di dollari di troppo." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 26 Maggio 1986)

"Traffico di droga all'ombra dei grattacieli di Hong Kong. A un boss degli stupefacenti è rapita la figlia per iniziativa, forse, d'un rivale nel settore. Da New York, dove si ambienta un antefatto dell'azione vera e propria, arrivano due poliziotti in incognito: l'oriundo cinese Jackie Chan e l'italo-americano Danny Aiello: questo grande e grosso, svelto nei riflessi ma un po' tardo nei movimenti, l'altro scattante su tutta la linea, agile come uno scoiattolo, scaltro come una volpe, mobile più di un goleador. (...) E' una lotta senza tregua, dove pistole e altre armi micidiali sono attive non meno delle arti marziali, in cui il fulmineo Chan è campione preciso come il compianto Bruce Lee. Tutto quel che si vede ha dell'incredibile, ma la spettacolarità dei singoli episodi e tale da far accettare le più maiuscole panzane visive, saettanti verso l'immancabile lieto fine." (Aldo Vigano, 'La Stampa', 26 Giugno 1986)

"'Protector' è un piacevole thriller di ambiente esotico (Hong Kong, con prologo a Manhattan), girato con il consueto mestiere da James Glickenhaus, il regista di 'Exterminator'. Un abbondante uso del ralenti non intacca la velocità complessiva del prodotto, confezionato con tutti gli stereotipi narrativi del caso: cinesi buoni e cattivi, i capi della polizia che non capiscono, l'ormai immancabile vena revanscista per la disfatta in Vietnam. Ma, a differenza di 'Rambo', qui l'ideologia è secondaria: solo l'azione conta." ('Il Giorno', 1 Luglio 1986)
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