Promised Land - Terra promessa

Promised Land

SVIZZERA, ITALIA - 2004
Promised Land - Terra promessa
Ethan Wildwood è un attore fallito a cui un amico, produttore di documentari, concede un'ultima possibilità. Munito di una telecamera digitale, Ethan deve girare per la grande provincia americana alla ricerca di storie di vita vissuta da raccontare. Da dove cominciare? Ossessionato dai suoi ricordi di ex bambino prodigio, Ethan decide di occuparsi di Vicki, una cantante a cui, dieci anni prima, un misterioso rapitore ha strappato la figlia Mary Jane di cui poi non si è più saputo niente. Partendo da questo mistero e dal niente che lo circonda, Ethan troverà la forza di parlare anche di sé, dei propri sogni e della propria vita.
  • Durata: 99'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Produzione: AMKA FILMS PRODUCTIONS S.A., SILVIA INNOCENZI E GIOVANNI SAULINI PER ORIONE CINEMATOGRAFICA, TSI - TELEVISIONE SVIZZERA IN ASSOCIAZIONE CON ISTITUTO LUCE
  • Distribuzione: ORIONE CINEMATOGRAFICA
  • Data uscita 5 Maggio 2006

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
EthanWildwood (Chad Smith), enfant prodige candidato all'Oscar con Il piccolo cowboy, è l'icona del fallimento attoriale: se ne gira su una variopinta cadillac auto-promozionandosi, alla disperata ricerca di un ingaggio. Ma per lui ormai Hollywood non è più la terra promessa (Promised Land): dopo aver dato fuoco alla propria roulotte, fugge dalla città degli angeli accettando l'invito dell'amico produttore (Giuseppe Cederna) a realizzare brevi documentari sull'America profonda. Nel suo peregrinare on the road, Ethan incontrerà la folk-singer girovaga Vick (Ruth Gerson, interprete della canzone che dà il titolo al film), in cerca della figlia scomparsa dieci anni prima. Presentato al festival di Locarno nel 2004, Promised Land arriva finalmente nelle sale italiane in poche copie (Torino e Cesena, per il primo weekend) grazie all'offerta porta a porta attuata dai distributori dell'Orione Cinematografica presso gli esercenti. Un tentativo coraggioso e intelligente, che stigmatizza il grave stato in cui versa la distribuzione italiana. Scritto e diretto dal documentarista Michael Beltrami, il film è frutto di un lungo processo di ideazione di cui lo schermo conserva tracce rilevanti, quali le sequenze documentaristiche in super-16 girate dal filmaker 15 anni prima. Proprio queste immagini e gli altri inserti documentaristici - dedicati a volti inner-Usa che riecheggiano Hopper, misfits e drop-out già cantati da Kerouac e sodali beat - conservano l'interesse e il fascino principale del film, che al contrario quando si affida alla narrazione tout-court si sfilaccia e rischia di annoiare. Con influenze dell'ultimo Wenders, Promised Land si garantisce tuttavia uno sguardo distaccato - vedi origine del regista - e quindi più acuto sullo stato dell'arte americana, in cui disillusione e nostalgia, estroversione e miseria, realtà e immaginazione si fondono in un melting-pot spesso nonsense. Bella colonna sonora nata dal connubio tra il "soldiniano" Giovanni Venosta e la stessa Gerson, suicida la scelta di doppiare il film. Ma nondimeno è una terra promessa che aspetta di essere occupata. In sala.

NOTE

- IN CONCORSO AL 57° FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI LOCARNO

- LA COLLABORAZIONE ALLA SCENEGGIATURA DI TED WILLIAMS NON E' ACCREDITATA.

- LALAINE VERGARA-PARAS E' ACCREDITATA COME 'LALAINE'.
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