Processo per direttissima

ITALIA, FRANCIA - 1974
In seguito a un atto terroristico contro un treno, la polizia arresta il giovane operaio Stefano Baldini, militante in un gruppo della sinistra extraparlamentare. Affidato per l'interrogatorio al brigadiere Pendicò e agli agenti Lorusso e Spasiani, Stefano muore, dopo quattro giorni, in circostanze poco chiare. Dubitando della versione ufficiale della polizia, secondo la quale il giovane sarebbe deceduto per aver battuto il capo cadendo da una sedia, la giornalista Cristina Visconti cerca, con l'aiuto della sorella di Stefano, di scoprire la verità. Il suo intento, però, viene frustrato dall'omertà che circonda l'operato di Pendicò e dei suoi colleghi. Vistasti impotente, Cristina tenta un colpo disperato, accusando i tre agenti pur senza averne le prove, di aver causato la morte di Stefano con le loro percosse. Riesce così, come voleva, a provocare un processo per diffamazione, durante il quale un abilissimo avvocato suo amico non solo le evita una condanna, ma ristabilisce la verità dei fatti.

CAST

CRITICA

"Nonostante i suoi limiti per quanto concerne la realizzazione, questo film, che allo spunto iniziale si riallaccia all'infame attentato al treno 'Italicus', possiede l'indubbio vantaggio di agganciare l'interesse dello spettatore per la materia che propone: drammi sociali, politici, professionali; sistemi e situazioni le cui riforme sono impellenti per la sopravvivenza dell'organismo statale e per il progresso dell'intera nazione. Per conseguenza, il lavoro costringe ad un'ampia e costruttiva riflessione, tanto più valida in quanto precisa nell'analisi critica ma non partigiana nelle conclusioni." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 77, 1974)
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