Prima e dopo

Before and After

USA - 1996
In una splendida villa di un piccolo centro alla periferia di Rochester, una sera d'inverno fredda e nevosa, all'ora di cena Ben Ryan riceve a casa la visita di un amico poliziotto che gli chiede la chiave del garage per controllare la sua automobile. Alla reazione sorpresa di Ben, l'amico gli spiega che la ragazza frequentata da Jacob, suo figlio di 16 anni, è stata trovata morta e orrendamente sfigurata, e che suo figlio è il principale sospettato. Ben esige un mandato di perquisizione ma, appena il suo amico si allontana, lui scende in garage e scopre nell'automobile prove stringenti che si affretta a distruggere al vicino bruciatore, e risale in casa un attimo prima dell'arrivo della polizia. Sua moglie Carolyn, una pediatra, non condivide le paure del marito e non sospetta che Jacob sia realmente colpevole. Teme, piuttosto, che sia stato vittima di un'aggressione. Il mistero si fa ancora più fitto quando Jacob, dopo aver vagato a lungo, torna a casa e si chiude in un mutismo assoluto. Ben, andando contro il volere di sua moglie, contatta un famoso e spregiudicato avvocato. Ma, cosa è successo veramente quella sera?

CAST

NOTE

- REVISIONE MINISTERO APRILE 1996.

CRITICA

"Era bella l'idea di un thriller prosciugato dalla suspense (il ragazzo riappare ben presto) e sublimato in dilemma morale. Il dilemma dei genitori: lui, colpevolista inconfesso, pronto a tutto per il figlio, lei innocentista ma decisa a rispettare la verità. Anche perché siamo in un paesino, e forti sono il senso e i vincoli della comunità. Il franco-iraniano Schroeder smarrisce però presto le chiavi di questo labirinto (ci voleva un conoscitore ben più sottile dell'America profonda), e i personaggi risultano troppo convenzionali per appassionarci ai loro rovelli. Ad eccezione del giovane Jacob, cui Edward Furlong (Little Odessa) presta un'amarezza, una gravità, un'intensità, che meritavano ben altro film. "(Fabio Ferzetti, "Il Messaggero", 26 aprile 1996)

"Barbet Schroeder, regista francese intellettuale che in America ha realizzato film fuori standard rivendicando la predilezione per personaggi irregolari e storie estreme ('Barfly', 'Il mistero von Bulow', 'Inserzione pericolosa'), qui si misura col dramma familiare modello tv-movie, anche se non rinuncia a stravolgere gli stereotipi, dando al giallo giudiziario un inquietante percorso psicologico." (Alberto Castellano, "Il Mattino", 28 aprile 1996)
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