PRESUNTO INNOCENTE

PRESUMED INNOCENT

USA - 1990
Rusty Sabich, vice procuratore capo della Contea di Kindie, viene incaricato di condurre le indagini sull'assassinio di Caroline Polhemus, sua affascinante collega, con la quale ha avuto un'appassionata relazione extraconiugale. Durante le indagini, la posizione di Sabich si fa sempre più precaria: Raymond Horgan, procuratore distrettuale e suo superiore, lo crede colpevole, Barbara, sua moglie, è assai sconvolta; il suo avvocato difensore, Alejandro "Sandy" Stern, nutre dubbi riguardo al caso, che viene esaminato dal giudice di colore Larren Lyttle; il suo accanito accusatore è un collaboratore di Horgan, il cinico Nico Della Guardia. Approfittando della sparizione di un bicchiere con le impronte digitali di Rusty e della scoperta dell'investigatore Lipranzer, dell'avvenuta corruttibilità del giudice Lyttle in un precedente processo, Stern riesce a far prosciogliere Sabich. Ormai innocente, al rientro a casa, durante l'assenza di Barbara, Rusty scopre in cantina un ascia macchiata di sangue: l'omicida è lei e lo confessa al marito narrandogli della propria gelosia.

CAST

CRITICA

"Alan Pakula sa usare toni accesi in apparente rigore di forma, e creare un clima di suspence progressiva che avvolge a spirale lo spettatore, in voluta lentezza." (Mirella Poggialini, Avvenire)

"Rivisita con occhio "radical" il vecchio cinema giudiziario americano uso a saldare il senso dello spettacolo con la partecipazione civile, e con due interpreti di successo come Harrison Ford e Greta Scacchi. Malgrado queste virtù il film viaggia a sprazzi appesantito dall'interminabile processo." (Alfio Cantelli. Il Giornale)

"Chi ha letto il libro rischierà grosso davanti allo schermo; chi ci arriva vergine, avrà modo di gustarsi un buon thriller di non banale fattura." (Valerio Caprara. Il Mattino)

"Il pubblico contemporaneo si rispecchia volentieri in un intrigo dove la giustizia e i suoi strumenti appaiono inaffidabili, pericolosi, corrotti o quantomeno subordinati a interessi personali."(Tullio Kezich, Il Corriere della Sera)

"Pakula e il suo collaboratore Frank Pierson l'hanno adattato malissimo. E' un film greve, farraginoso, prolisso con incerti ritorni all'indietro e passaggi narrativi cuciti col fil bianco che sfocia in un epilogo macchinoso, affettato e inverosimile." (Morando Morandini, Il Giorno)

"Dal vendutissimo romanzo-fiume di Scott Turow un giallo giudiziario un po' prolisso, molto lento, raramente avvincente, fin troppo complicato, ricchissimo di colpi di scena, ma infinitamente povero di suspense. L'ottima confezione, il fascino di Harrison Ford, i frequenti nudi di Greta Scacchi (presente soltanto in flashback) e la bravura dei comprimari meritano tuttavia il ricorso in appello". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 24 maggio 2002)
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