PPZ - Pride + Prejudice + Zombies

Pride and Prejudice and Zombies

USA - 2016
2/5
PPZ - Pride + Prejudice + Zombies
Una misteriosa epidemia si è abbattuta sull'Inghilterra del XIX secolo e il Paese è invaso dai non morti. Elizabeth Bennet e le sue sorelle sono maestre nelle arti marziali e nell'uso delle armi e sono pronte a tutto per difendere la loro famiglia dalla temibile minaccia. Forte e risoluta, Elizabeth dovrà scegliere se continuare a combattere proteggendo le persone che ama o cedere all'attrazione per l'unico uomo capace di tenerle testa, il tenebroso colonnello Darcy.
  • Altri titoli:
    Orgoglio e pregiudizio e zombie
    PPZ - Pride and Prejudice and Zombies
  • Durata: 107'
  • Colore: C
  • Genere: HORROR
  • Tratto da: romanzo "Orgoglio e pregiudizio e zombie" di Jane Austen e Seth Grahame-Smith (ed. Nord, 2009)
  • Produzione: MARC BUTAN, BRIAN OLIVER, TYLER THOMPSON, SEAN MCKITTRICK, ALLISON SHEARMUR, NATALIE PORTMAN e ANNETTE SAVITCH PER DARKO ENTERTAINMENT, HANDSOMECHARLIE FILMS, CROSS CREEK PICTURES
  • Distribuzione: M2 PICTURES
  • Data uscita 4 Febbraio 2016

TRAILER

RECENSIONE

di Gianluca Arnone
Al cinema come in cucina ci sono quelli che amano la salsiccia e quelli che invece preferiscono il caviale. Talvolta quelli che amano la salsiccia adorano anche il caviale. Difficilmente però li mangerebbero insieme.
Per impiattarli ci vuole il fegato di un grande chef.  Per gradirli uno stomaco grande e basta. Delle due, l'eventualità che di sicuro non si verificherà nel caso di Pride+Prejudice+Zombies è la prima. Ok, il coraggio non manca allo chef, il regista e sceneggiatore Burr Steer, ma è mal servito dal talento.
In effetti dopo un inizio promettente, il film che mescola il Romero più trash con il meglio della letteratura vittoriana (la salsiccia e il caviale) pasticcia quasi subito non sapendo bene come mescolare l'uno e l'altro in un impasto digeribile.
Peccato, perché gli interpreti non sono del tutto sbagliati (Lili James e Sam Riley su tutti) e l'idea di associare le stilettate all'aristocrazia inglese della Austin con la critica sociale geneticamente posseduta dallo zombie-movie non era male. L'intuizione risulta però solo appiccicata al film, più o meno come lo sono tra loro i tre elementi del titolo (Pride+Prejudice+Zombies).
Difficilmente da una pessima ricetta (il libro all'origine di Seth Grahame-Smith) potrà nascere qualcosa di diverso, anche se almeno in questo caso il sapore non manca: la salsiccia sa di caviale e il caviale sa di salsiccia. Il (buon) gusto, va da sé, è un'altra cosa.

NOTE

- INIZIALMENTE SCENEGGIATURA E REGIA ERANO STATE AFFIDATE A DAVID O. RUSSELL. DOPO L'ABBANDONO DI RUSSELL PER ALTRI IMPEGNI, ALLA DIREZIONE DEL PROGETTO SONO STATI ACCOSTATI ANCHE MIKE WHITE E CRAIG GILLESPIE. NATALIE PORTMAN DOVEVA INTERPRETARE IL RUOLO DI ELIZABETH BENNET, MA INFINE E' RIMASTA SOLO COME PRODUTTRICE DEL FILM.

CRITICA

"Passata l'ebbrezza divertente dell'insolito connubio in cui Elizabeth sfoggia arti marziali e dietro agli inchini compaiono volti sfigurati e insanguinati, l'horror sconta la piattezza dell'autore Burr Steers e di alcuni figurini scritturati. Per arrivare al doppio lieto fine cui hanno diritto sia i film dei morti viventi sia le romantic stories bisogna attendere 107' di balli, baci alternati a colpi di pistola e agguati dei walking dead: fa piacere sapere che tutto viene dal solito best seller che s'illude di reinterpretare un classico ma lo calpesta beato fra gli spiriti." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 4 febbraio 2016)

"Si può sposare l'immarcescibile capolavoro letterario Orgoglio e pregiudizio (1813) firmato Jane Austen con la carne marcia degli zombi? Sì. (...) Risultato? Brillante. (...) Gran divertimento e mix perfetto tra le schermaglie amorose della Austen, sbudellamenti vari (ma non è mai uno splatter estremo) ed espressioni romantiche fedeli alla grande scrittrice (...). Che nessuno dei nostri eroi batta ciglio circa il fatto che dietro un cespuglio possa trovarsi un non morto pronto a morderlo, è in piena sintonia con quello che amiamo definire humour anglosassone. Cast perfetto con la coppia Lily James (Liz) e Sam Riley (Darcy) assolutamente irresistibile perché adorabilmente litigiosa. Entrambi sono esilaranti quando sfogano la loro frustrazione sessual-sentimentale nell' arte del combattimento. Dirige con classe e brio l'americano Steers (autore anche dell'ottima sceneggiatura), nipote di Gore Vidal e ucciso brutalmente in 'Pulp Fiction' da Samuel L. Jackson in un divertentissimo cammeo. È tornato alla regia di un lungometraggio dopo sei lunghi anni. Riemerso dall'aldilà proprio come uno degli zombi mortalmente sarcastici del suo film." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 4 febbraio 2016)

"Piacerà a patto che rinunciate alla puzzetta sotto il naso che vien naturale, spontanea quando un classico è manipolato, contaminato con generi con cui non dovrebbe aver nulla a che fare. (...) Che vi devo dire. Io il pastrocchio (o il postmoderno, come vogliono le anime belle) l'ho (abbastanza) apprezzato. Forse perché non sono da sempre fan dei romanzi austeniani. Quelle eroine di vocazione zitellare, che passavano i giorni a ricamare, a versare lacrime sul piccolo punto in attesa (spesso vana) di notizie dei loro amati da Londra, a me eran sempre sembrate uggiose e stucchevoli. La nuova versione contaminata almeno porta un po' di vita nella sonnolenta campagna del Derbyshire. E pazienza se la vita la porta una masnada di non morti. Via i sospiri e lacrimucce. Elizabeth e sorelle vivono le loro passioni in quella terra di nessuno con l'impazienza e la golosità di chi non sa se ci sarà un domani. Eppoi, la messinscena è di grande professionalità, l'occhio è sempre appagato. Dai dorati e scintillanti salotti alla cupa campagna notturna battuta dai 'walking dead'." (Giorgio Carbone, 'Libero', 4 febbraio 2016)

"(...) il film non osa spingere a fondo sulla parodia. Così chi lo andrà a vedere? Gli adulti che hanno amato il libro resteranno inorriditi dal blasfemo accostamento, nonostante l'elegante confezione. I ragazzi popcorn saranno frenati dal passaparola: non si ride (quasi) mai." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 4 febbraio 2016)

"Poco è rimasto nel film della denuncia della compagine sociale dell'Inghilterra del secolo decimo nono, denuncia dispiegata dalla Austen anche in vicende sentimentali apparentemente frivole: Steers, senza troppo alterare il versante sentimentale, ha realizzato un film bizzarro, con singolari trovate (fra le altre, i battibecchi fra Elizabeth e Darcy: frasi estrapolate dal romanzo della Austen, recitate in aspri duelli). Un film dell'orrore (rare le scene raccapriccianti), in costume, d'avventura e d'amore: trascurati spunti interessanti per una virata demenziale, Steers (sua la sceneggiatura) si è impegnato in una commistione di questi generi, mostrandosi però indeciso fra licenziare una commedia scanzonata popolata di non morti o una storia romantica racchiusa in una cornice decisamente orrorifica." (Achille Frezzato, 'L'Eco di Bergamo', 12 febbraio 2016)
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