POWDER - UN INCONTRO STRAORDINARIO CON UN ALTRO ESSERE

POWDER

USA - 1996
Morta la madre, un bimbo appena nato, rifiutato dal padre, viene affidato ai nonni. Man mano che il bimbo cresce, i nonni ne curano e favoriscono lo sviluppo fisico e culturale, ma se lo tengono chiuso in una buia cantina della loro casa. Il ragazzo non è solo un albino, calvo e bianco dalla testa a i piedi: è un essere misterioso, dotato di intelligenza e facoltà fuori del normale. Scoperto dalla polizia, arrivata in casa per capire le cause della morte del nonno, il ragazzo viene affidato dallo sceriffo Barnum alle cure di Jessie Caldwell, una giovane psicologa responsabile di un centro per giovani disadattati che tenta di inserirlo nella scuola, in mezzo a coetanei che non riuscendo ad inquadrare il nuovo, enigmatico e inquietante compagno, lo rifiutano. Jessie ed il professor Donald Ripley, che insegna scienza nell'istituto, sono i primi a rendersi conto delle eccezionali qualità umane ed intellettive del giovane Powder che a poco a poco si rivela buono e puro, anche se all'occorrenza deve far ricorso a certe sue facoltà straordinarie per difendersi. Attraverso una serie di eventi drammatici, impegnato a difendere la propria identità nonostante l'odio e le paure che la sua presenza sembrano generare, "Cipria" (questo il nomignolo datogli dai coetanei per la carnagione incredibilmente bianca) determina un profondo effetto su tutti coloro che, per vari motivi, vengono a contatto con lui, fino al giorno in cui la sua grande aspirazione di rientrare, libero dal corpo, nella realtà della pura energia, si concretizza. Infatti un temporale apocalittico lo assorbe e lo riporta all'origine di quel ciclo senza fine che caratterizza la unica realtà immanente dell'esistente.
  • Durata: 111'
  • Colore: C
  • Genere: METAFORA
  • Specifiche tecniche: NORMALE A COLORI
  • Produzione: ROGER BIRNBAUM E DANIEL GRODNIK
  • Distribuzione: BUENA VISTA INTERNATIONAL ITALIA - HOLLYWOOD PICTURES HOMWE VIDEO

NOTE

REVISIONE MINISTERO LUGLIO 1996.

CRITICA

"Dal punto di vista dell'estetica, la colpa di questo apologo sulla diversità e l'intolleranza, giocato in chiave fantascientifica sulla falsariga di 'Starman', è di avere tre o quattro finali e di lasciare irrisolti situazioni e personaggi. Fatta eccezione per il dolce e allarmante protagonista del titolo, cui è capitata la disgrazia di nascere da una madre moribonda per essere stata colpita da un fulmine (…). Nella efficace interpretazione di Sean Patrick Flanery, il povero mostro respinto dalla società riesce a tratti a toccare il cuore dello spettatore; ed è commovente la scena in cui Powder mette in contatto per l'ultima volta lo sceriffo Lance Henriksen (molto bravo) con la moglie in coma. Ma per il resto il film è un poco avvincente pasticcio". (Alessandra Levatesi, 'La Stampa', 14 luglio 1996)
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