Poliziotto superpiù

ITALIA - 1980
Dave Speed, poliziotto in una cittadina degli Stati Uniti, è in missione - unico essere umano rimasto nella zona - in una riserva indiana in cui sta per essere provocata l'esplosione di un missile. Quando questa avviene, radiazioni che avrebbero ucciso chiunque altro gli conferiscono invece super-poteri, quali la capacità di cadere dal ventesimo piano di un grattacielo senza farsi male; di spostare oggetti piccoli come un bicchiere o grandi come un camion con la sola forza del pensiero; di intuire che si sta per compiere una rapina, e così via. Tra lo scetticismo del suo immediato superiore, il sergente Willy Dunlop, e lo sgomento della propria fidanzata, Evelyn, cui non piace l'idea di sposare un superuomo, Dave decide di impiegare le sue eccezionali facoltà - che hanno il solo difetto di scomparire in presenza di tutto ciò che è rosso - per sgominare una banda di falsari, la cui tipografia si trova su un peschereccio, il Barracuda, apparentemente dedito alla surgelazione del pesce. L'operazione, però, fallisce, poiché, mentre Dave si allontana in elicottero per chiedere rinforzi, Dunlop resta vittima della gang, che lo rinchiude nella cella frigorifera del Barracuda, che poi viene affondato. Accusato di aver ucciso Dunlop; Dave è condannato a morte alla quale, sempre grazie ai suoi super-poteri; scampa per ben tre volte. Evade, quindi dalla prigione; scende negli abissi in cui giace il Barracuda; lo riporta a galla; libera Dunlop; che il congelamento ha salvato dalla morte e, finalmente, sgomina i falsari. Non potrà tuttavia, conservare a lungo i suoi poteri, poiché la furba Evelyn, diventata sua moglie, ha avuto l'accortezza di tingersi di rosso i capelli.

CAST

CRITICA

"Il film, che in un certo senso rifà il verso alle storie dei vari supermen e superagenti cinematografici, ha un'impostazione fantastica, quasi fiabesca, per cui vi hanno gran peso le trovate conseguenti a quella che dà il via al racconto. Esse non mancano e sono spesso godibili. Ciò che fa difetto al film, invece, è un'accentuata mancanza di ritmo." ("Segnalazioni Cinematografiche", vol. 90, 1981)
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