Pirati dei Caraibi - La maledizione del forziere fantasma

Pirates of the Caribbean: Dead Man's Chest

USA - 2006
Pirati dei Caraibi - La maledizione del forziere fantasma
Il capitano Jack Sparrow deve riuscire in ogni modo a svincolarsi dal debito di sangue contratto con il leggendario Davey Jones, capitano della nave fantasma chiamata 'Olandese Volante'. In una disperata lotta contro il tempo, Jack cerca di salvarsi dalla dannazione eterna di servire Jones e per riuscire nell'impresa si avvale ancora una volta dell'aiuto di Jack Turner e della bella Elizabeth Swann, costretti a loro volta ad interrompere i preparativi per il loro matrimonio a causa di un mandato di arresto per entrambi...
  • Altri titoli:
    Pirates of the Caribbean 2
    P.O.T.C 2
    Pirates 2
    Rummty II
  • Durata: 150'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, COMMEDIA, FANTASY, AVVENTURA
  • Produzione: WALT DISNEY PICTURES, JERRY BRUCKHEIMER FILMS
  • Distribuzione: BUENA VISTA INTERNATIONAL ITALIA
  • Data uscita 13 Settembre 2006

RECENSIONE

di Valerio Sammarco
Dopo Spider-Man 3, ecco l'altro blockbuster più atteso di questo scorcio di stagione. Sospinto da un vento a "1000 copie", il terzo capitolo della saga dei Pirati (questa volta Ai confini del mondo) - alterna momenti di indiscusso divertimento - gli ultimi 40 minuti di arrembaggio totale - a lungaggini narrative che, specie nella parte centrale, sfiniscono lo spettatore a forza di confondergli le idee (troppi, oggettivamente, i voltagabbana per l'evoluzione dei personaggi principali). Verbinski e soci non se ne preoccupano poi tanto, però, in fondo genuinamente "distratti" dalla mole d'intrecci e avvenimenti che l'intero, mastodontico racconto prevede (con tanto di omaggio a Sergio Leone e rivisitazione del morriconiano "L'uomo con l'armonica"). Quasi tre ore per raccontare dell'ultima impresa (non sembrano pronti ulteriori sequel, anche se il finale molla gli ormeggi almeno ad un altro capitolo) di Jack Sparrow/Johnny Depp e compagnia "arrembante", dalla quale, imperioso, si erge nuovamente un memorabile Capitan Barbossa/Geoffrey Rush: dai fumi di Singapore ad aridi deserti di sale - dove ritroviamo uno Sparrow più psichedelico e schizofrenico che mai, incastrato in una sorta di limbo da cui dovrà essere liberato - fino alla dispersione di incredibili oceani, Baie dei Relitti (la Confraternita dei Pirati Nobili riunita per la decisione del secolo, con l'inaspettata e fugace sagoma di un irresistibile Keith "Rolling Stones" Richards), trasformazioni da brividi - la dea Calypso che abbandona le stringenti mura di un pur notevole corpo femmineo - e giganteschi Maelstrom per la più epocale delle naumachie cinematografiche (Master & Commander permettendo). Tutti contro tutti, ma finalmente uniti per distruggere lo spauracchio rappresentato dalla Compagnie delle Indie e condannare al meritato (eterno) riposo il vecchio Comandante dell'Olandese Volante, il tentacolare Davy Jones/Bill Nighy: una nuova era è all'orizzonte, ma l'amore tra Will Turner/Orlando Bloom ed Elizabeth Swann/Keira Knightley dovrà sopportare il più crudele dei sacrifici. Con lieto evento a sorpresa dopo i lunghissimi, come d'abitudine, titoli di coda.

NOTE

- OSCAR 2007: MIGLIORI EFFETTI VISIVI. ALTRE NOMINATIONS: SCENOGRAFIA, MONTAGGIO SONORO (CHRISTOPHER BOYES AND GEORGE WATTERS II), MISSAGGIO SONORO (PAUL MASSEY, CHRISTOPHER BOYES AND LEE ORLOFF).

CRITICA

"Più dispersivo, più dark e (ancor) più caricaturale del prototipo, La maledizione del forziere fantasma allinea tutto il repertorio del genere e qualcosa di più (il voodoo), parafrasandolo a mezza via tra l'omaggio e la parodia. Spesso finisce in cartoon, con situazioni che paiono rubate a Beep-beep e Willy il Coyote, mentre tutti i personaggi si appiattiscono in caratterizzazioni da fumetto lasciando spazio a un Johnny Depp più che mai in versione Peter Pan. Vero è che il film di pirati predilige la buffoneria fin dai tempi del "Corsaro dell'Isola Verde". Però questo tardo e fortunato epigono spinge troppo sul pedale del cinismo postmoderno, come fosse preoccupato (mentre incassa miliardi) di mostrarsi smaliziato e di prevenire ogni taccia d'ingenuità." (Roberto Nepoti, "la Repubblica", 15 settembre 2006)

"Trovato il filone d'oro: la Disney con Verbinski ha fatto come Spielberg con 'Indiana Jones', ha riportato a galla il genere scomparso dei pirati mescolando, tra rischi di ogni genere, tutto quanto fa grottesco, incubo e show: bufere, tesori, amori, horror, zombie, uomini piovra, navi fantasma e una maga. Si gioca con due eroi antitetici, uno di riserva: il plebeo rockettaro-unisex Johnny Depp e il nobile Orlando Bloom per il forziere col cuore fantasma e poi quello della Knightley. Il tutto è molto divertente per la prima ora, ma essendo 2 ore e 33, l'impressione è quella che si aveva da piccoli vedendo i film due volte di fila. Ma con simpatia per le genialità di Depp, con i suoi vezzi e manierismi, e la spettacolarità dell'operazione sulla cassa del morto. A proposito, ottima la prima bara e rassicurazioni sulla terza puntata di cui è già fissata l'uscita per l'estate 07. A quando i fumetti?" (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 29 settembre 2006)

"'La maledizione del forziere fantasma' è un film puerile al 100 per cento ancorché debordante di ritmo e azione girati con adeguata accuratezza. (...) Siamo al cospetto di un blockbuster che va giudicato secondo i suoi tipici canoni: l'eventuale responsabilità del suo (scarso) livello contenutistico va, insomma, girata al gusto epocale delle masse. Ciò che incuriosisce il cinéfilo over 30 è, piuttosto, l'indefinitezza del genere di riferimento: un po' fumetto retrò e un po' cartoon aggiornato dalla computergrafica, un po' horror e un po' comico, un po' magico-mitologico e un po' cappa e spada, il film di Gore Verbinski risparmia sulla sceneggiatura e investe forte su di una fantasmagoria da trip all'acido. Al centro del menu troneggia da par suo Johnny Depp, il divo che sembra serio quando fa il matto e viceversa, ormai incarnato nel personaggio di Jack Sparrow che imita (parole sue) l'icona degli Stones Keith Richards: un mix di gigionerie a briglia sciolta, un pirata perennemente ubriaco e sessualmente ambiguo, un antieroe dal look carnevalesco e dalle movenze spastiche che sembra sbucato fuori dalla fatidica cassa del morto della filastrocca dell''Isola del tesoro' di Stevenson." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 16 settembre 2006).
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