PIOVONO MUCCHE

ITALIA - 2003
PIOVONO MUCCHE
All'interno della comunità per disabili 'Ismaele' di Roma convive una variegata umanità: un criminale tetraplegico, una seduttrice costretta su una sedia a rotelle, un folletto spastico... Dall'altra parte della 'barricata', volontarie sexy, capetti bizzosi ed obiettori di coscenza cinici. Precettati dal Ministero, un giorno arrivano però nella comunità alcuni obiettori, fra i quali il giovane Matteo, per svolgere il loro servizio civile.
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 16 MM GONFIATO IN 35 MM
  • Produzione: GIANLUCA ARCOPINTO PER AXELOTIL FILM
  • Distribuzione: PABLO
  • Data uscita 28 Marzo 2003

NOTE

-SUONO: FABRIZIO ANDREUCCI.

- PREMIO SOLINAS PER IL SOGGETTO 1996.

- PRESENTATO AL TORINOFILMFESTIVAL 2002

IL FILM NASCE DALL'ESPERIENZA DELL'ANNO DI SERVIZIO CIVILE CHE IL REGISTA HA SVOLTO NELLA COMUNITÀ "CAPODARCO" DI ROMA.
INTERPRETATO DAI VERI DISABILI DELLA COMUNITÀ, OLTRE CHE DA ATTORI, SI PROPONE COME FILM PORTABANDIERA DEI DISABILI E DEL MONDO CHE ORBITA INTORNO ALLA LORO REALTÀ.

CRITICA

"Premio Solinas nel '96, il debutto di Vendruscolo regista utilizza sì una tipologia di personaggi molto sfruttata dal cinema. Ma evita la macchietta e nella direzione degli attori (in buona parte gli stessi di 'Eccomi qui', il bel film di Ciarrapico in questi giorni sugli schermi) mostra una certa perizia". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 29 marzo 2003)

"Come 'Sulle mie labbra', 'Piovono mucche' gioca (ed è proprio il caso di dirlo, vista l'aria scanzonata, vera, antiretorica e vista, soprattutto, la scelta di buttarla in commedia col ribaltamento dell'handicap). (...) Come in 'Eccomi qua', una bella banda (e infatti molti degli attori e delle maestranze sono gli stessi, compreso il regista, ex collaboratore di Giacomo Ciarrapico). Che trasforma 'gli ultimi della terra' in simpatiche, normalissime persone". (Aldo Fittante, 'Film Tv', 1 aprile 2003)

"Commedia grottesca e vivace, a volte venata di cinico verismo, sul disabile come oggetto e soggetto di disturbo e vitalità. (...) Se il fondo del film è una convenzionale esperienza di maturazione, le cose che contano sono invece le digressioni di sceneggiatura e le irregolarità di regia. Il contesto sociologico è molto preciso. Vendruscolo ha trascorso veramente il servizio civile in una comunità". (Silvio Danese, 'Il Giorno', 19 marzo 2003)

"Vendruscolo tiene la storia, ampiamente autobiografica, sui toni della commedia all'italiana: non sfugge del tutto all'ideologia, ma non fa neanche buonismo per partito preso; oltre a buona tecnica e a una cultura cinefilica, di cui si farebbe a meno, si sente quel che conta: l'affetto". (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 11 aprile 2003)
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