Piedone lo sbirro

ITALIA - 1973
In quartieri malfamati di Napoli opera un commissario di Pubblica Sicurezza soprannominato "Piedone" per via della sua massiccia struttura fisica. Viene rispettato poiché possiede un indole bonaria e poiché tende, più che a punire il crimine a prevenirlo. E fa ciò servendosi sia delle proprie intuizioni, nonché degli "scappellotti" che elargisce volentieri, sia delle informazioni fornitegli; in cambio di poco denaro, dal nano Beppino. Ma l'arrivo di un suo diretto superiore che disapprova i suoi metodi maneschi, e la ramificazione, a Napoli, di una banda marsigliese di trafficanti di droga creano "impasse" nella prassi di "Piedone". Questi però non si dà per vinto - nemmeno quando viene messo a riposo per aver accentuato le sue maniere forti verso un delinquente - e, ottenendo la collaborazione della "mala" partenopea, riesce a procurare seri danni alla banda di trafficanti e a eliminarne il capo napoletano. Dopo di che, torna, con tutti gli onori, in servizio, ai suoi metodi.

CAST

CRITICA

"Il film, tratteggiando la figura di un commissario anticonformista che evade dagli schemi ufficiali e si avvale di collaborazione con la camorra per epurare l'ambiente della mala partenopea, potrebbe essere ambiguo sul piano del contenuto. Tuttavia, esso si pone in una fattispecie piuttosto paradossale, si svolge in forma di commedia popolare a bozzetti e tipicizzazioni umoristici, e si basa su di una azione tagliata su di una figura che non può fare scuola come metodo di servizio , bensì come funzionario onesto che si sacrifica per il bene pubblico." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 76, 1974)
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