Piedone l'africano

ITALIA - 1978
Un agente nero venuto dal Sudafrica per mettersi in contatto con il partenopeo commissario Rizzo, a proposito di un traffico di diamanti e di droga, viene ucciso. Il poliziotto napoletano raggiunge immediatamente Johannesburg dove, assicuratasi la collaborazione del fido Cannavale (che ha lasciato la polizia ed è divenuto cameriere in un ristorante), si trova costretto a fungere da padre al negretto zulù Bodo, di cinque anni, figlio dell'agente ucciso a Napoli. Rizzo, circuito dall'industriale Smollet e dal suo tirapiedi Spiros, inseguito dall'alcolizzata Maggie, manda a vuoto sia i tentativi di corruzione sia gli attacchi dei briganti che temono la sua intrusione negli affari della "Rossing Diamonds". Inseguimenti e avventure diverse lo portano fino al deserto di Namibia e lo rendono inviso alla polizia locale. Ciò nonostante, grazie anche alle astuzie del delizioso Bodo e alle ingenuità di Cannavale, il commissario riesce a individuare i colpevoli e a scoprire i loro sistemi per contrabbandare la merce nei sottofondi delle gabbie contenenti gli animali indirizzati agli zoo di tutto il mondo.
  • Altri titoli:
    Flatfoot in Africa
    Knock-Out Cop
    ¡Puños fuera!
  • Durata: 115'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, COMMEDIA, POLIZIESCO
  • Specifiche tecniche: VISTAVISION, TECHNOSPES
  • Produzione: LASER FILM (ROMA), RIALTO FILM (BERLINO)
  • Distribuzione: TITANUS - CREAZIONI HOME VIDEO, DVD: 01 DISTRIBUTION HOME VIDEO (2009)

CRITICA

"Il film - chiaramente impostato come terza puntata delle avventure di Piedone (già ammazzasette a Hong Kong e negli USA) - non fa alcuno sforzo per uscire dagli schemi: piacevoli ambientazioni, scenette bonariamente canzonatorie, pugilati chilometrici, inseguimenti e avventure paradossali. Non si può accusare di pigrizia né il regista, né i diversi sceneggiatori che si sono sforzati di concedere al pubblico quello che dimostra di gradire: una ventata di distensione serena, propiziata dalla gigantesca figura di Bud Spencer (al secolo Carlo Pederzoli), dalle macchiette napoletane di Caputo e dalle eccezionali doti del minuscolo Bodo (qui nei panni... si fa per dire!, di Cita, la scimmietta di Tarzan). A riguardo dei numerosi pugilati vale la pena di riportare le giuste dichiarazioni di Spencer: 'Un tipo di violenza che non fa male. In tutte le mie scene non c'è mai sangue, niente di rotto. Una violenza comica o che tutt'al più fa sorridere. Un genere che la gente, specie di questi tempi, mostra di apprezzare, almeno a giudicare dal successo di cassetta. Sono convinto che queste storie sono utili a qualcuno, specialmente ai minorenni. I grandi sono liberi di fare quello che vogliono. I ragazzi no, hanno bisogno di esempi. Non per questo mi sento un eroe. Mi porto dietro questo personaggio da dieci anni, come fosse me stesso. Perché non faccio altro? Semplicissimo, non ho alle spalle né una carriera, né una scuola. Né tantomeno ho bisogno di mostrare a me stesso o ad altri fino dove posso arrivare. Farò questo personaggio finchè il pubblico lo vorrà'." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 84, 1978)
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