Piccolo grande uomo

Little Big Man

USA - 1970
Piccolo grande uomo
L'ultracentenario Jack Crabb, unico superstite della battaglia di Little Big Horne, racconta la storia della sua vita ad un giornalista desideroso di acquisire nuovi elementi sugli scontri tra bianchi e pellirossa. Superstite di un attacco di predoni, Jack viene salvato, ancora bambino, da un indiano Comanche, il quale lo conduce al suo campo dove è adottato ed allevato dal capo, Ombra Silenziosa. Tornato tra i bianchi in età adulta, Jack, dopo aver tentato invano di inserirsi nel loro modo di vivere, si arruola nell'esercito del generale Custer, dal quale si allontana in seguito ad una inutile strage di donne e di bambini indiani compiuta dai soldati. Rientrato nel suo villaggio, si imbatte ancora una volta nella furia nevrotica di Custer che distrugge l'intero campo, uccidendone tutti gli abitanti. Deciso ad uccidere Custer, si arruola nuovamente nell'esercito, dove ha la possibilità di assistere al massacro di Little Big Horn e alla fine dello spietato generale.
  • Durata: 147'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO, GUERRA, WESTERN, AVVENTURA
  • Specifiche tecniche: PANAVISION TECHNICOLOR
  • Tratto da: romanzo omonimo di Thomas Berger (ed. Fanucci)
  • Produzione: STOCKBRIDG-HILLER PRODUCTIONS, CINEMA CENTER 100 PRODUCTIONS
  • Distribuzione: TITANUS (1971), ORANGE (1980) - DOMOVIDEO, 20TH CENTURY FOX HOME ENTERTAINMENT, L' UNITA' VIDEO
  • Riedizione 1980

NOTE

- GIRATO NELLO STATO DELL'ALBERTA E IN MONTANA.

CRITICA

"Una demistificazione dell'epopea del West nella quale ben si amalgamano motivi umoristici, drammatici e poetici. Ricco di qualità spettacolari, il film non riesce tuttavia ad evitare, lungo l'arco del lunghissimo racconto, momenti di stasi, prolissità e iterazioni." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 70, 1971)

"Nonostante i suoi dieci anni di vita e il moltiplicarsi, nel frattempo, delle opere dedicate a riletture critiche dei miti del West, 'Il piccolo grande uomo' rimane una delle più tipiche del genere e, nello stesse tempo, un ottimo contributo per lo stadio dell'epopea western, per medaglioni cinematografici dedicati al regista Arhur Penn o all'attore Dustin Hoffman. E' una riedizione, quindi, che si gradisce. Tra l'altro, abituati ormai al miscuglio dei generi e degli umori, il film non urta più per il suo miscuglio di comicità buon umore, tenerezza, drammaticità, violenza". (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 90, 1981)
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