Phoenix - Delitto di polizia

Phoenix

USA - 1998
Harry Collins fa il poliziotto a Phoenix, in Arizona. Nelle operazioni quotidiane, è abituato ad agire in totale autonomia, con metodi rapidi e sbrigativi. In un locale, porta via Veronica, una giovane, che poi conduce con sè prima a casa e poi ad un tavolo da poker. Di tutto viene a conoscenza Leila, la madre di Veronica, che lavora in un bar: Harry cerca di scusarsi con lei ma senza successo. Harry con il poker ha debiti per 32mila dollari, e Chicago, il boss, gli propone in cambio di eliminare in carcere uno che fa il confidente della polizia. Harry accetta ma poi non si sente in grado di farlo. Lui e il collega Mike Henshaw progettano allora di andare a svaligiare la cassaforte nell'ufficio di Louie, proprietario di uno strip club e vero uomo-guida degli altri boss. Ai due si uniscono poi gli altri poliziotti James e Fred. Ma l'azione, che doveva essere semplice, diventa invece difficilissima: Harry uccide Louie, prendono i soldi, fuggono, ma nel frattempo Fred ha chiamato la polizia. Arriva il tenente Clyde e uccide Fred. In un successivo confronto a fuoco, quasi tutti rimangono uccisi. Harry passa davanti a casa di Leila, con cui aveva avviato poi una storia, le spedisce per posta una parte dei soldi. Con gli altri va da Chicago per saldare il debito. Il boss gli dice che l'informatore in carcere è stato comunque ucciso. Harry allora tira fuori la pistola, uccide Chicago e tutti i suoi uomini. Poi si allontana in macchina.
  • Durata: 107'
  • Colore: C
  • Genere: POLIZIESCO
  • Produzione: VICTORIA NEVINNY, TRACIE GRAHAM RICE
  • Distribuzione: WARNER BROS ITALIA (1999)

CRITICA

"Fin dalla lettura della trama, é facile capire come il film venga collocato nel genere 'poliziesco' solo perchè in effetti vi si parla di polizia, gangster e affini. Ma il contrasto con altri esempi di questo 'genere' è fin troppo stridente. Qui si assiste solo ad una interminabile sequela di violenze e omicidi, in una escalation di crudezze e di uso delle armi da fuoco che diventa veramente fine a se stessa. La società che viene mostrata é marcia e totalmente in preda al male, all'illegalità, alla corruzione. Non c'è alternativa, e quindi l'unica difesa é l' uso della pistola, l'eliminazione fisica dell'altro come sola via d'uscita. In un contesto del genere, quanto mai stucchevoli appaiono i momenti in cui si vorrebbe dare spazio ad atteggiamenti più morbidi e gentili, quasi a giustificare tutto il resto." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 127, 1999)
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