Persona non grata

ITALIA, RUSSIA, POLONIA - 2005
Persona non grata
Wiktor, ambasciatore polacco in Uruguay, da quando è rimasto vedovo della moglie Helena non è più lo stesso. Non riesce più a farsi carico degli intrighi politici internazionali, non si fida degli amici ed è convinto che sua moglie lo abbia tradito con Oleg, ora Vice Ministro degli Affari Esteri russo che è suo amico da quando vent'anni prima era un giovane diplomatico sovietico. L'animo idealista di Wicktor lo ha spinto a lottare tutta la vita per la libertà, ma ora si scontra con l'ipocrisia che regna nell'ambiente diplomatico e lo spinge a pensieri sempre più ossessivi. In un clima di incertezze e di sospetti, Wiktor ha la possibilità, in occasione di un congresso internazionale, di avere un colloquio personale con Oleg. L'amico ora gli fa capire che tra lui e la moglie non c'era mai stato niente. In apparenza rassicurato, Wiktor passa una notte davanti al mare, rientra a casa, si chiude in stanza a suonare il piano...
  • Durata: 117'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, THRILLER
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Produzione: KRZYSZTOF ZANUSSI, IWONA ZIULKOWSKA-OKAPIEC, NIKITA MIKHALKOV, LEONID VERESCHAGIN, ROSANNA SEREGNI PER STUDIO FILMOWE TOR, THREE T PRODUCTIONS, SINTRA SRL, ISTITUTO LUCE, TELEWIZJA POLSKA S.A., CANAL +
  • Distribuzione: ISTITUTO LUCE (2006)
  • Data uscita 3 Febbraio 2006

TRAILER

RECENSIONE

di Luca Pellegrini

Uomini, idee e vocazioni. I giorni della storia sono riletti da Krzysztof Zanussi – un felice ritorno alla competizione veneziana il suo -, con parsimonia narrativa, lucidità d’autore e disincanto d’artista in Persona non grata, un film che riaffronta una vicenda di ideali crollati, affari sporchi e cuori infranti a Montevideo, in Uruguay, fuori e dentro la locale ambasciata polacca. Una specie di legal thriller esportato a miglia di distanza, in quella “terra di nessuno” che sono gli “spazi” diplomatici e in cui si sommano intrighi vari, rimpianti amari, pesantezze dell’essere, mezze e trafugate verità. Essere cittadino dell’Est e dell’Europa oggi: generati dal comunismo e dal post-comunismo. Tentazioni mai sopite, rimpianti camuffati. Zanussi rileva queste tensioni, forse oggi un poco demodé, pretesto esplicito per riflettere il passato recente e il presente incerto della Polonia e del nostro inquieto Continente con un principale interrogativo etico di fondo: siamo frutto di quali scelte e di quali illusioni ideologiche, sociali e politiche? In questo anno in cui si festeggiano in 25 anni di Solidarnosc, non è peregrina questa inquietudine sui ruoli svolti dai protagonisti della nostra recente storia.  L’ambasciatore Wiktor (intensa la recitazione di Zbigniew Zapasiewicz, attore amato anche da Wajda, Kieslowski e Skolimowski) rende esplicite tutte queste tensioni: nobile nell’anima e depresso nella mente, non riesce a convivere con la nuova economia, la nuova politica, la nuova storia, i nuovi europei. I nuovi amici e nemici che si scambiano ruoli, modi e mete. E’ estremamente dolente la sua figura, tanto quanto è spavalda e schietta quella di Oleg, Vice Ministro russo, un magistrale Nikita Mikhalkov, adeguatosi totalmente ai tempi appunto nuovi del nuovissimo mondo. Il rapporto tra loro, le loro origini ed i loro ruoli finirà con una parziale redenzione e un parziale fallimento. Scoprendo che si può essere “non grati” sia per natura che per destino.

NOTE

- IN CONCORSO ALLA 62MA MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2005).

CRITICA

"Polacco e cattolico, Zanussi dirige qui altri due registi in parti minori: Jerzy Stuhr, polacco e cattolico anche lui, e Nikita Mikhalkov, russo e ortodosso. L'insolita alleanza di questi condottieri cinematografici, vincitori di Leoni, Oscar e premi vari, poteva finire in scontro di personalità, se non di civiltà. Invece ne deriva il miglior film al Lido visto nella prima settimana di Mostra." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 5 settembre 2005)

"E' uno spunto che si direbbe tratto da 'Le braci' di Sandor Marai, ma ciò che preme a Zanussi è soprattutto analizzare una vicenda emblematica del postcomunismo, mentre alla caduta degli ideali è subentrata una velenosa cultura del sospetto. Stupendamente interpretato da Zbigniew Zapasiewicz e Nikita Mikhalkov, il film segna un ritorno alla grande del regista che già vinse il Leone con 'L'anno del sole quieto'." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 5 settembre 2005)

"Zbignew Zapasiewicz, Jerzy Stuhr, Nikita Mikhalkov e Daniel Olbrychski, offrono i loro corpi, a volte acciaccati, di cineasti (quasi) sempre dissidenti nei decenni scorsi, per raccontarci, in un dramma psicologico in tinta beige, che si biforca tra thriller tv d'ambasciata e cupa meditazione sulla depressione, le miserie interiori della nuova Polonia. Che non è seviziata dal socialismo burocratico e anti operaio di Gomulkha e successori ma dall'economia di mercato e dai suoi riti pornografici, ancor più kafkiani e sadici, e che i 'polacchi idealisti' non sanno come maneggiare. Ma è sull'impotenza peccaminosa degli intellettuali e artisti, critici e combattenti, che di fronte all'inutile lotta, si arrendono, si suicidano, o peggio rimpiangono ancora il socialismo, che Zanussi predica." (Roberto Silvestri, 'Il Manifesto', 6 settembre 2005)

"Uno scontro psicologico fra due diplomatici, uno polacco, l'altro russo; una trama sottile che sembra costruirsi solo su un intrigo quasi giallo; con un ulteriore più lacerante sospetto; quello che in gioventù il diplomatico russo abbiamo avuto una relazione con la moglie del polacco, ora deceduta. Zanussi regge le fila di tutto con mano maestra, incisivo, lineare anche nei grovigli, nitido e disteso nel linguaggio. Con il sostegno di alcuni fra i maggiori interpreti polacchi, da Zbigniew Zapasiewicz a Daniel Olbrychaki a un russo dei più noti, Nikita Mikhalkov. Una gioia ascoltarli, e vederne le mimiche." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 5 settemre 2005)

"'Persona non grata' è un'opera molto bella, originale, amara, con attori ammirevoli: non si sa se augurargli un Leone d'Oro visto che il regista ne ha già vinto uno, nell'84, e il film 'L'anno del sole quieto', storia di un amore impossibile ai tempi della cortina di ferro, non è mai stato distribuito in Italia." (Natalia Aspesi, 'la Repubblica', 5 settembre 2005)

"'Persona non grata' è il perfetto film da festival di vent'anni fa. (...) Nobile, amaro, sottile, credibile (in filigrana c'è il rapporto fra ex-Urss e paesi vassalli), ma anche macchinoso e un poco vetusto malgrado il bel cast (Zbigniew Zapasiewicz, Nikita Michalkov, in piccoli ruoli anche Victoria Zinny e Remo Girone, sua la battuta più divertente: 'In Italia abbiamo ottimi servizi segreti sottovalutati in tutto il mondo')." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 5 settembre 2005)

"Apprezzato (ma non premiato) all'ultima Mostra di Venezia, 'Persona non grata' è un esempio di cinema anticato, tanto nobile e pensieroso quanto macchinoso, claustrofobico e teatrale. Del resto il sessantaseienne Zanussi, autore anche del soggetto e della sceneggiatura, è da sempre un regista ostaggio delle buone intenzioni: in questo caso sviluppate su cadenze che riescono a valorizzare un cast professionale, ma poi s'ingolfano in una serie di considerazioni sull'Est post-comunista che non si sa se giudicare banali o velleitarie. (...) Il guaio di 'Persona non grata' è che il regista si guarda bene di risolvere i quesiti sul piano stilistico, preferendo di gran lunga scaricare sull'incolpevole spettatore la stizza di una disillusione personale. A parte gli intermezzi folkloristici (con gli italiani naturalmente a far la parte dei furbastri), il film punta molto sui dialoghi tra il tormentato Zibigniew Zapasiewicz e l'istrionico Nikita Michalkov, classico amico-nemico che avrebbe meritato un contesto in chiave thrilling più incisiva e lavorata." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 4 febbraio 2006)

"Fedele alla sua concezione del cinema come dibattito morale, Zanussi torna al suo livello più alto di espressione sottile dell'inquietudine e del dilemma. (...) Il cuore di Zanussi batte per Wiktor e s'inchina ai sacrifici di quelli come lui, ma la porta è aperta, voltare pagina è necessario al futuro." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 3 febbraio 2006)

"Ritorno del pensieroso Zanussi che ci parla della politica di ieri e oggi, dei difficili rapporti tra l'ex-impero russo e i Paesi satelliti, degli eroi di Solidarnósc oggi burocrati. Ma soprattutto è la storia di un febbrile rapporto di sospetto tra un anziano ambasciatore polacco e un amico-nemico funzionario che ha fatto carriera con Putin. (...) Un dramma claustrofobico e teatrale in cui si parla di tutto ciò che sta a cuore allo spiritualista che si 'sporca' le mani raccontando le magagne del potere. È un grido di allarme contro l'americanizzazione, il consumismo, il comunismo e la mancanza di valori morali così attuale. Film interpretato benissimo da Zapasiewicz, Stuhr, Mikhalkov e Olbrychski." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 3 febbraio 2006)
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