Perfect Strangers - Un'agghiacciante ossessione

Perfect Strangers

NUOVA ZELANDA - 2003
Perfect Strangers - Un'agghiacciante ossessione
Melanie, che era andata al pub per passare la serata con le sue amiche, si allontana dal locale con un perfetto sconosciuto che l'ha colpita con il suo fascino e le sue premure. Lui la porta nel suo castello su un'isola deserta ma resiste ai suoi tentativi di seduzione e Melanie si rende conto che lui sa tutto della sua vita. Quando la passione si trasforma in possesso, Melanie capisce di essere stata rapita e, divisa tra paura e desiderio, tenta di fuggire ma, in una colluttazione, lo ferisce gravemente. Deve poi scegliere di curarlo rendendosi conto che, altrimenti, non le sarà possibile lasciare l'isola. Il loro rapporto diventa sempre più pericoloso finché un giorno appare Bill, un volto che lei già conosce, e il mosaico si ricompone...
  • Durata: 96'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Produzione: GAYLENE PRESTON PRODUCTIONS, HUNTAWAY FILMS
  • Distribuzione: E.P. PRODUCTION DISTRIBUZIONE (2005)
  • Data uscita 25 Febbraio 2005

RECENSIONE

di Valerio Sammarco
Quello tra Melanie (Rachael Blake) ed un misterioso sconosciuto (Sam Neil) non sarà un incontro come tutti gli altri: dopo una nottata trascorsa sulla sua barca, la donna si risveglierà in alto mare. La destinazione? Un'isola completamente deserta, dove li attende la casa di lui. Da questo momento in poi, tra incubo e realtà, la vita di Melanie non sarà più la stessa. Scritto e diretto da Gaylene Preston, Perfect Strangers è un malriuscito tentativo di indagare negli indecifrabili meccanismi delle ossessioni: un estraneo si dichiara sin da subito innamorato di Melanie la quale, lusingata e spaventata allo stesso tempo, proverà a sfuggirgli. Sarà impossibile, però: accidentalmente la vittima si trasformerà in carnefice e, da lì in avanti, non potrà smettere di alimentare la sua pazzia. Il pretesto è buono, lo sviluppo noioso e poco intrigante: quello che resta, alla fine, è la sensazione di aver assistito ad un nulla di fatto. Il racconto, condizionato da una sceneggiatura abbastanza dozzinale, regala poche tensioni (lo sgomento iniziale della Blake, il repentino cambiamento di Sam Neil) e finisce progressivamente per stancare. Le suggestive location neozelandesi, la fotografia di Alun Bollinger (già camera operator di Lezioni di piano e direttore della fotografia della seconda unità per la trilogia de Il Signore degli anelli) e la decorosa prova degli interpreti non bastano a tener desto il coinvolgimento, sopraffatto da una costante, e nemmeno troppo vaga, sensazione di tedio.
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