Percy Jackson e gli Dei dell'Olimpo: il Ladro di Fulmini

Percy Jackson & the Olympians: The Lightning Thief

CANADA, USA - 2010
3/5
Percy Jackson e gli Dei dell'Olimpo: il Ladro di Fulmini
Il giovane Percy Jackson è diverso dai suoi coetanei: soffre di dislessia, è iperattivo e il suo elemento ideale è l'acqua. Il ragazzo vive a New York con sua madre Sally e con il patrigno Gabe - un uomo che il ragazzo detesta ma che, dopo l'abbandono del suo vero padre, ha accolto in casa propria lui e la madre - ed ha come migliore amico Grover, un coetaneo con problemi di deambulazione, che si muove grazie ad un paio di stampelle. Un giorno, mentre è in visita al reparto di storia greca del Metropolitan Museum, Percy viene attaccato da una strana creatura che lo accusa di aver rubato il fulmine di Zeus. Il supremo sovrano di tutti gli dei dell'Olimpo, infatti, è stato derubato della sua potente arma e, avendo individuato in lui il responsabile, minaccia di scatenare una guerra devastante se il ragazzo non restituirà la poderosa saetta entro pochi giorni. Da quel momento il giovane Percy verrà catapultato nel favoloso mondo della mitologia greca: scoprirà che lui in realtà è un semidio nato dall'unione di sua madre con il dio del mare, Poseidone, ed è dotato di poteri incredibili, non ancora in grado di controllare. Scoprirà inoltre che molte delle persone intorno a lui, a cominciare dall'amico Grover, sono creature mitologiche che vivono al Camp Half Blood, luogo di addestramento per ragazzi come lui, tra cui ci sono anche Annabeth, figlia della dea Atena, e Luke, figlio di Ermes. Per trovare il vero colpevole del furto, scongiurare la furia di Zeus e salvare sua madre, vittima innocente della guerra fra gli dei, Percy affronterà insieme ad Annabeth e Grover una serie di fantastiche avventure e mirabolanti prove di coraggio da cui dipenderà il destino del mondo...
  • Durata: 118'
  • Colore: C
  • Genere: FANTASY
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:2.35)
  • Tratto da: serie di romanzi per ragazzi "Percy Jackson and the Olympians" scritta da Rick Riordan
  • Produzione: 1492 PICTURES, FOX 2000 PICTURES, IMPRINT ENTERTAINMENT
  • Distribuzione: 20TH CENTURY FOX ITALIA - DVD: 20TH CENTURY FOX HOME ENTERTAINMENT (2010)
  • Data uscita 12 Marzo 2010

TRAILER

RECENSIONE

di Manuela Pinetti

Il martellante battage pubblicitario su Percy Jackson, iniziato molto prima dell’uscita in sala, è il chiaro segnale che all’orizzonte c’è una nuova saga cinematografica, chiamata a sostituire nei cuori dei fan, se il prototipo funzionerà, quella di Harry Potter, destinata ad esaurirsi nel giro di un paio di film.
Con il maghetto di Hogwarts, Percy (diminutivo di Perseus) condivide l’origine letteraria: è tratto da una serie di romanzi, non inglesi in questo caso, ma americani, ad opera di Rick Riordan e di notevole successo in patria. A dirigere è Chris Columbus, solido regista di molti film di avventura per ragazzi – la serie di Mamma ho perso l’aereo, ma soprattutto dei primi due Harry Potter – dunque garanzia di un buon prodotto mainstream.
Ma mai come in questo caso amare la combinazione di fantasy e avventura basterà ad apprezzare il film: è necessario avere più o meno l’età dei protagonisti (semidei quasi tutti adolescenti). La vincente idea di trasporre l’Olimpo e i suoi divini abitanti ai giorni nostri, attualizzandone con una indovinata dose di ironia usi e costumi, si smorza tuttavia nell'(ab)uso di cliché. L’America è il centro del mondo, sembra gridare il film, dunque appare lecito il “furto” dei luoghi cardine della mitologia greca dal vecchio continente agli States: l’ingresso dell’Ade è a Hollywood, l’Olimpo è in cima all’Empire State Building, e così via.
La regia sacrifica molte buone idee sull’altare della spettacolarizzazione: l’arco di trasformazione del protagonista è sfuggente, da un ragazzino con problemi assortiti – dislessia, deficit di attenzione – si passa ad un eroe troppo in fretta sicuro di sé. Inoltre, nella parte iniziale, tutti i personaggi sono presentati in una carrellata che spesso si limita ad elencare le caratteristiche principali di ognuno per passare subito ad altro. Product placement a go-go, dalle desiderabilissime Converse alate di Hermes all’uso genialoide dell’iPhone per non rimaner pietrificati dallo guardo di Medusa. Parata di star tra le divinità, con alterni risultati.

CRITICA

"I greci si riconoscevano negli Dei. E nei romanzi di Rick Riordan sono gli americani a riconoscersi negli Dei dei greci. E americani sono i semidei, come lo studente dislessico Percy Jackson (Logan Lerman) nel film 'Percy Jackson & gli Dei dell'Olimpo. Il ladro di fulmini' che Chris Columbus ha tratto dal primo libro di Riordan. (...) Ma sono decenni che le storielle di liceali statunitensi con problemi familiari e scolastici rendono. E' un effetto stimolo-risposta: sono essenzialmente i liceali ad andare al cinema, anche in Italia. Ma quelli americani conoscono gli Dei solo perché alcuni loro nomi (lupiter, Satura, Poseidon) sono passati a missili e sottomarini. Ma per gli italiani gli Dei sono un proprio mito, avendo Roma introiettato il politeismo di Atene prima che il politeismo di Gerusalemme: (...) Eppure, con tutta questa potenza evocativa, il film di Columbus non spaventa, né diverte: ci si annoia. Si riduce ad alcune trovate: l'Olimpo che si apre sulla verticale di Manhattan e gli Inferi sotto la scritta sulla collina di Hollywood; la terra dei Lotofagi, cioè dell'Oblio, è un casinò di Las Vegas; il Partenone è quello ricostruito a Nashville. Non male anche l'idea di presentare Ade (Steve Coogan) come una vecchia rockstar. Invece UmaThurman come Medusa e Pierce Brosnan come Chirone il centauro sono sempre sul punto di ridere, Per l'imbarazzo." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 12 marzo 2010)

"La forza dei quattrini, della penetrazione universale e capillare di qualsiasi prodotto made in Usa, e quella della narcosi conformista, bastano a non accorgersi che erano meglio le puzzonate dei nostri Ercoli e Macisti e Ursus girati alle porte di Roma, con i forzuti che sollevavano enormi massi o abbattevano imponenti colonne di evidente cartapesta? Per non parlare delle parodie con Totò, della sua indimenticabile capatina ad Atlantide in 'Totò sceicco' al fianco di Aroldo Tieri e Arnoldo Foà? Non dovrebbero. Almeno non dovrebbero indurre a prendere sul serio questo giocattolo per soggetti non troppo sviluppati. Ma noi lo prendiamo nell'unica maniera accettabile, come una scemenza. Per quello che è. A costo di una forzatura: attribuirgli quel senso dell'ironia e dell'umorismo che avevano in abbondanza i nostri 'sandaloni' mitologici malgrado i culturisti che ne erano interpreti non fossero proprio dei fini intellettuali, e di cui il filmone in oggetto è purtroppo del tutto sprovvisto. Convinto com'è, al contrario, di spettacolarizzare una lezione di cultura della classicità. (...) La moraletta (unico interessante spunto la coincidenza con quanto sugli schermi ci stanno dicendo ciascuno a suo modo, e ovviamente con altra finezza e altro spessore in materia di autodeterminazione, anche l''Alice' di Tim Burton e le 'Mine vaganti' di Ozpetek) è la solita. La solita esaltazione dell'americanità intraprendente, individualista, proiettata verso l'affermazione di sé. Disobbedire alle regole per affermare la propria libertà d'impresa. Chris Columbus, vecchio fumettomane e burattinaio di tutto questo ambaradam di trucchi e capitomboli, arriva al traguardo dopo una carriera costruita sul fenomeno 'Mamma ho perso l'aereo' e soprattutto su due 'Harry Potter da regista e tre da produttore, ma è stato anche produttore di un'altra impresa pseudo colta e pseudo didattica come 'Una notte al museo' e disdicevole sequel. Anche questa nuova impresa, come quella del maghetto, si fonda su una saga letteraria fantasy: 'Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo'. Siamo al primo film, dal primo libro della serie." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 12 marzo 2010)

"La mitologia greca fa irruzione nel mondo brufoloso degli adolescenti americani, quando uno di loro scopre di essere nipote di Poseidone. Chris Columbus è reduce dagli 'Harry Potter' e dalla saga di 'Mamma ho perso l'aereo'. Brosnan fa il centauro. Mah!" (Alberto Crespi, 'L'unità', 12 marzo 2010)

"Le antiche divinità sono tra noi, nei loro migliori travestimenti. Hanno imparato da Zeus, che pur di farsi una sveltina sulla terra si sarebbe trasformato in qualunque cosa, animata oppure no. (...) Per le regole dell'attrazione - ragazzo dai poteri magici in lotta con le forze del male, viene in mente nulla? - il film potrebbe anche essere intitolato 'Harry Potter e la camera dei fulmini', se non 'Harry Potter e i fulmini filosofali'. C'è anche una storiella d'amore, che pare abbia contrariato i fan della saga scritta. Metà del divertimento (nostro) sta nel vedere come certe cose imparate al liceo classico - calzari magici, specchio per non incontrare lo sguardo che impietrisce - sono trasferite nella New York di oggi. Tra un semidio e un supereroe la differenza è poca, e nel primo caso non bisogna pagare i diritti. ('Il Foglio', 13 marzo 2010)
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