Perché proprio a me?

Why Me?

USA - 1990
Perché proprio a me?
Poiché un anonimo donatore ha regalato agli Stati Uniti uno splendido rubino (dotato, a quanto pare, di arcani poteri e salvato dal saccheggio dei tesori ottomani a Costantinopoli) il Governo americano pensa di restituirlo alla Turchia. Attorno al gioiello si scatenano: la CIA per salvaguardarne la destinazione ufficiale; agenti dei Servizi segreti turchi; fanatici armeni (capeggiati da una donna accanitissima), una banda di malavitosi ed un ispettore capo della Polizia di Los Angeles; un duo di scassinatori di casseforti, Gus Cardinale e Bruno Daley. Costoro, con l'aiuto di June (la figlia di quest'ultimo) in un cofano nascosto dai turchi in una gioielleria trovano il rubino, da essi trafugato arditamente durante la sua presentazione ad un pubblico di esperti. La gemma, di volta in volta, finisce nelle mani di questo e quello, a cominciare da Gus e compari, che sulle prime l'avevano considerata un falso. Finisce che Gus dovrà rapinare l'ennesima banca - quella dell'amica June - dove la donna ha messo prudenzialmente in cassaforte il gioiello. Ma Gus è furbo ed abile e riuscirà ad incassare i due miliardi promessigli dagli agenti di Ankara, mentre il rubino finisce nelle mani dell'ispettore Mahoney, per la gloria e gli encomi da tributarsi a lui ed alla Polizia di Los Angeles.
  • Durata: 84'
  • Colore: C
  • Genere: COMICO
  • Specifiche tecniche: NORMALE
  • Tratto da: Tratto dal libro di Donald E. Westlake
  • Produzione: EPIC PRODUCTIONS
  • Distribuzione: CHANCE DISTRIBUZIONE - MULTIVISION, VIDEOPIU' ENTERTAINMENT

CRITICA

Il modello è "Un pesce di nome Wanda", sostituite il rosaviolento al nero; sottraete la finezza dell'humor britannico" e la buffoneria delirante ed eversiva alla Monty Python; aggiungete un certo gusto nella scelta degli esterni. (Laura e Morando Morandini, Telesette)

Dopo una lunga permanenza nei confini del dramma, Lambert tenta la strada della commedia poliziesca, firmata da uno scrittore esperto come Donald E. Westlake. Saltuariamente divertente. Ma Quinn tanto non ha stile. (Francesco Mininni, Magazine italiano tv)
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