Per salire più in basso

The Great White Hope

USA - 1970
Per salire più in basso
Nel 1913, per la prima volta nella storia della boxe, un negro, Jack Jefferson conquista il titolo di campione dei pesi massimi. L'attesissimo incontro per il titolo e la sua perentoria conclusione, mentre esalta le giuste aspirazioni dei negri d'America, urta l'opinione pubblica dei bianchi che ne percepiscono il significato d'un prossimo tramonto della loro indiscussa superiorità. Non esistendo un avversario bianco in grado di battere il neo-campione, gli oppositori si attaccano a cavilli giuridici per il fatto che Jack, nel corso di un viaggio in Australia, si è legato sentimentalmente a una vedova, Ellie Bachman, una donna bianca, e convive sfacciatamente con essa. Arrestato e condannato per tale concubinato, Jack, ottenuta una momentanea liberazione su cauzione, fugge all'estero insieme all'amante, convinto di trovarvi un clima di maggiore libertà. Ma l'Inghilterra, la Francia e la Germania, pur non negandogli le libertà civiche, lo boicottano professionalmente riducendolo ben presto alla miseria. Il pugile si trasferisce allora a Juarez, ai confini del Messico, e rifiuta il compenso di centomila dollari e la promessa del condono alla condizione di prestarsi a un incontro truccato che restituisca il titolo ai bianchi. Il suicidio di Ellie, disperata per l'abbrutimento della persona amata e la minaccia di estradizione ventilata dalle autorità messicane, lo inducono ad accettare l'incontro. Opposto al giovane Kid, dopo diversi round subiti volontariamente, in un tardivo tentativo di orgogliosa riscossa, Jack Jefferson soccombe regolarmente.
  • Durata: 105'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM, PANAVISION, EASTMANCOLOR, DELUXE
  • Tratto da: Basato sul testo di Howard Sackler
  • Produzione: LAWRENCE TURMAN, MARTIN RITT PER 20TH CENTURY FOX
  • Distribuzione: FOX - 20TH CENTURY FOX HOME ENTERTAINMENT

NOTE

- L'ATTORE ROY GLENN E' ACCREDITATO COME ROY E. GLENN SR.

- PREMIO PULITZER AL SOGGETTO (1969).

- GOLDEN GLOBE 1971 A JAMES EARL JONES COME MIGLIORE ATTORE ESORDIENTE.

CRITICA

"Ugualmente attento alla resa dell'affresco corale e allo stacco in esso di figure singolari e ben delineate, il regista ha con matura sicurezza e incisività proposto temi sociali di rilievo. Notevoli sono le ricostruzioni ambientali e le scene di massa; meno valida la struttura narrativa." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 71, 1971)
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