Per altri occhi

ITALIA, SVIZZERA - 2013
Per altri occhi
Dieci antieroi alla conquista del mondo: il fisioterapista Enrico, che appena si rifugia sulla barca a vela; il piccolo imprenditore Giovanni, cui piace godersi la vita e sciare; Gemma, che oltre a studiare il violoncello si dedica allo sci agonistico; lo scultore Felice, che gioca anche a baseball; il musicista che ama anche fotografare Luca; Loredana, centralinista con la passione del tiro con l'arco; il pensionato super-sportivo Mario; il consulente informatico Piero; Claudio e Michela, una coppia che adora ridere e scherzare. Tutti loro hanno in comune l'handicap della cecità, ma affrontano la vita quotidiana con caparbietà e determinazione accompagnate da umorismo e autoironia. Vitali e appassionati, i dieci protagonisti vivono le rispettive esistenze in modo imprevedibile e lontano dai cliché affrontando le piccole sfide di ogni giorno in modo positivo e gioioso.
  • Altri titoli:
    Per altri occhi - Avventure quotidiane di un manipolo di ciechi
  • Durata: 95'
  • Colore: C
  • Genere: DOCUMENTARIO
  • Tratto da: da un'¡dea di Silvio Soldini
  • Produzione: LIONELLO CERRI, SILVIO SOLDINI PER LUMIÈRE & CO, VENTURA FILM, RSI. RADIOTELEVISIONE SVIZZERA, IN COLLABORAZIONE CON ONE SIGHT|25 YEARS
  • Data uscita 9 Ottobre 2013

TRAILER

NOTE

- FILM RICONOSCIUTO DI INTERESSE CULTURALE DAL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI-DIREZIONE GENERALE PER IL CINEMA. REALIZZATO CON IL SOSTEGNO DI: REGIONE LOMBARDIA E PIEMONTE DOC FILM FUND|FONDO REGIONALE PER IL DOCUMENTARIO.

CRITICA

"Con una programmazione che parte domenica a Milano e si allarga in altre città, arriva il documento bello e positivo di Silvio Soldini (con Giorgio Garini) sui ciechi e la loro positiva reazione alla vita al buio. Sensazione impossibile da raggiungere a mente fredda ma che l'autore esprime, senza un attimo di retorica, con testimonianze di una dozzina di persone che svolgono lavori qualificati e vivono un quotidiano buio e accettato, trasmettendo messaggio positivo anche ai vedenti (a volte, più ciechi degli altri). Storie quasi da commedia, come in 'Sacro Gra', raccontate in diretta dai protagonisti che civilmente ci fanno entrare nella loro fatica di superare l'handicap con aiuto di costanza e ironia. La naturalezza loro diventa l'emozione nostra: basta non prendersi troppo sul serio e cercare di conquistare il mondo senza vederlo." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 9 ottobre 2013)

"Gli altri occhi sono quelli dei registi e i nostri, occhi che possono vedere perché tutti i protagonisti invece sono ciechi. Una disgrazia terribile. Certo, ma non è questo il punto, anzi la chiave è proprio opposta: raccontare la determinazione da parte di alcune persone che nonostante l'handicap ha deciso di prendere comunque in mano la propria vita e le proprie passioni per perseguirle che sia baseball, tiro con l'arco o fare fotografie, si, fotografie fatte da un cieco e sono pure prepotenti e significative, non come modo di dire, proprio come inquadrature. Lui dice che sono le cose che fanno sentire la loro presenza e si impongono alla foto. Tutto è nato quando Silvio Soldini, acciaccato per un mal di schiena, è andato da un fisioterapista, cieco, è lì ha scoperto un intero mondo. Certo, nella vita normale molti di loro svolgono mansioni per così dire tradizionali per i ciechi, centralinisti, musicisti etc. ma è l'oltre, è il tempo libero, è la voglia di mettersi in gioco per perseguire un sogno che mai come in questo caso è a occhi aperti, spalancati su un mondo che non si vede ma dal quale sarebbe indegno sentirsi esclusi. C'è poi anche spazio per una notazione curiosa, gli scivoli agli incroci delle strade, ottimi per chi è in carrozzina o altro, ma pessimi e ingannatori per i ciechi che non sentendo il gradino si ritrovano in mezzo alla strada. Guarda un po', chi ci aveva mai pensato?" (Antonello Catacchio, 'Il Manifesto', 10 ottobre 2013)

"Silvio Soldini ha sempre intrecciato la sua carriera di regista a soggetto e di finzione con effrazioni nel mondo documentario, realizzando una decina di film. E' una traccia coerente e costante nella sua carriera che a volte sembra rappresentare una sorta di contrappasso rispetto alla dimensione narrativa, talvolta favolistica e lievemente surreale vien da dire, di alcuni suoi film. L'ultimo suo lavoro, che viene definito dagli stessi autori nei termini di un «docu-film», (formulazione ambigua che dichiarandosi a metà tra una cosa e l'altra, mozza la pienezza e legittimità dell'espressione documentaria) ci riporta idealmente alle iniziali «voci celate». se non altro per la inesausta tendenza a scoprire il normale dietro il diverso. 'Per altri occhi' è un racconto corale di un gruppo di non vedenti colti nell'espressione della loro vitalità umana e professionale. Dieci personalità più che personaggi, nella pienezza della loro vita che noi pensiamo limitata dalla loro cecità. (...) Non bisogna pensare a una carrellata di fenomeni da baraccone al contrario, di chi fa cose normali partendo da condizioni anormali. Non è così. Soldini con grazia e profonda ironia, che è prima di tutto quella espressa dai suoi personaggi, li segue il loro vivere senza retorica né eccessi del politicamente corretto. Il suo sguardo è sempre complice, dimensione resa plastica dalle sequenze in cui lo stesso regista viene tirato dentro dai personaggi, come quando lo scultore gli chiede di toccare con mano una piccola imperfezione del suo lavoro." (Dario Zonta, 'L'Unità', 10 ottobre 2013)

"Forse ci è già capitato di ascoltare un brano musicale eseguito da un non vedente o di parlare, pur senza saperlo, con un centralinista cieco. Ma chi avrebbe mai immaginato che senza il dono della vista si può anche sciare, scolpire opere d'arte, giocare a rugby e persino tirare con l'arco? E' quanto racconta 'Per altri occhi', il docu-film di Silvio Soldini e Giorgio Garini che sarà in molte sale italiane per un'unica proiezione (...), in occasione della Giornata mondiale della vista (...). L'idea è nata dall'incontro casuale di Soldini con Enrico Sosio, un fisioterapista non vedente, che ritroviamo nel film, consigliatogli da un'amica per il suo mal di schiena. (...) Alcuni dei suoi incredibili personaggi Soldini li ha quindi trovati tra gli amici di Enrico, altri nel libro del sociologo Marco Marcantoni «I ciechi non sognano il buio» (Ed. Angeli), come lo scultore Felice Tagliaferri (...). «Per altri occhi» fa sorridere, anche se basta qualche scena di buio in metropolitana per gettarci nel panico, ma non cerca alcun pietismo." (Patrizia Simonetti, 'L'Eco di Bergamo', 9 ottobre 2013)
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