Pepe Mujica - Una vita suprema

El Pepe, Una Vida Suprema

ARGENTINA, URUGUAY, SERBIA - 2018
3/5
Pepe Mujica - Una vita suprema
Il film di Kusturica sull'ultimo presidente dell'Uruguay, esamina ciò che rende la storia di José "Pepe" Mujica diversa da qualsiasi altra: un uomo umile che è diventato presidente della sua nazione restando fedele a quello che crede e abbracciando, nello stesso tempo, il cambiamento. È la storia di un attivista politico e di un guerrigliero della sinistra latinoamericana. Orgoglioso del proprio passato, ma senza adagiarsi sugli allori, è un uomo che osa sognare un futuro migliore. In una serie di interviste, Kusturica scava nella eredità di Mujica. Il film esplora la relazione che si forma tra Kusturica e El Pepe, tra due spiriti affini che discutono il senso della vita da un punto di vista politico, filosofico, estetico e poetico. Mujica ricorda diversi momenti della propria vita: come è iniziato il suo attivismo politico, il tempo trascorso in prigione, fino al suo attuale ruolo di leader globale iconoclasta. Con grande maestria e bellezza, Kusturica ricrea il viaggio di una vita, soffermandosi su alcuni momenti fondamentali della presidenza di Mujica.
  • Altri titoli:
    El Pepe, a Supreme Life
  • Durata: 74'
  • Colore: B/N
  • Genere: BIOGRAFICO
  • Produzione: HUGO SIGMAN, MATIAS MOSTEIRIN, LETICIA CRISTI PER K S FILMS, ANDRES COPELMAYER, JULIAN KANAREK, MARCELO CARRASCO, ORIENTAL FILMS
  • Distribuzione: I WONDER PICTURES | STORIES
  • Data uscita 13 Ottobre 2019

TRAILER

RECENSIONE

di Andrea Giovalè
Quarantesimo presidente dell’Uruguay, dal 2010 al 2015, eppure molto di più. Tanto di più che Kusturica può permettersi, nel suo documentario Premio della Giuria in sezione Orizzonti di Venezia 76, di approcciarlo ripetutamente da punti di vista diversi.

Primo fra tutti, l’uomo, lo sguardo, il sorriso. Solo in un secondo momento, il Presidente, e sempre in tono minore. Come se “Pepe” (all'anagrafe José Alberto Mujica Cordano) incarnasse il reluctant hero della narrativa, non refrattario alle responsabilità ma solo agli onori.

E poi la storia, con dovizia di aneddoti, particolari, suoi e dei suoi companeros, vicini di cella (spesso molto vicini e molto isolati) e al fronte. Un fronte casalingo, quello uruguaiano, contro la dittatura destrorsa e contro il capitalismo, contro cui ancora oggi non si fermano le parole e i pensieri, discutendo e discorrendo.

Pepe non è più Presidente, ma il suo impegno, quel “compromiso” spesso ripetuto e ogni volta con orgoglio, non si è interrotto. Dice, anzi, di non essersene andato, bensì di stare arrivando. E a tutt’oggi le sue azioni lo testimoniano, tanto brillantemente da rubare la scena al documentarista.

Tutto di Mujica sembra rimandare all’uomo comune nella forma ed eccezionale nella sostanza. Va a comprare la carne per preparare da mangiare al cane e costruisce abitazioni nei quartieri poveri. Sempre con la medesima presenza, con impegno, per l’appunto.

Kusturica, dal canto suo, è bravissimo a miscelare con delicatezza interviste e testimonianze con immagini dell’oggi, di ieri e di altra natura, come quelle da L’amerikano di Costa-Gavras (scritto da Franco Solinas): esemplare perfetto di quanto il cinema abbia già raccontato, seppure dal punto di vista della fiction.

Storie di colpi di stato e rivoluzioni, di diritti e politica, degli aiuti statunitensi alle destre sudamericane fino ai piani segreti della N.A.T.O., di evasioni, assalti a banche e città, di criminali diventati, anzi, riconosciuti buoni dal tempo, sopravvissuti a quest’ultimo e al tanto, tantissimo sangue versato. Ma pure uomini, sempre e comunque.

NOTE

- FUORI CONCORSO ALLA 75. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2018).
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