Pazze di me

ITALIA - 2012
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Pazze di me
Andrea è l'unico maschio di una ingombrante famiglia tutta al femminile: la madre Vittoria; le tre sorelle Beatrice, Veronica e Federica; la nonna Matilde e la badante Bogdana; persino il cane è femmina! Ovviamente ogni fidanzata che Andrea ha avuto finora non è riuscita a superare il devastante impatto con loro così, quando incontra Giulia, la donna della sua vita, il ragazzo decide di mentire spacciandosi per orfano. L'inganno sarà però di breve durata e Andrea dovrà fare di tutto per impedire all'invadente gruppo di rovinare anche questa relazione...
  • Durata: 94'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: MARIO GIANANI E LORENZO MIELI PER WILDSIDE CON RAI CINEMA
  • Distribuzione: 01 DISTRIBUTION (2013)
  • Data uscita 24 Gennaio 2013

TRAILER

RECENSIONE

di Valerio Sammarco
Ci aveva visto lungo il padre di Andrea, anni prima, a mollare tutto nel cuore della notte: “Ed ora… sono c***i tuoi”, il lascito a quel bambino che, tempo dopo, sarebbe diventato il “Cenerentolo” di casa Morelli. Vessato da mamma Vittoria, rinominata Sergente Hartman (Goggi), dalle sorelle Veronica (Zanella), affetta da profonda misandria, Beatrice (Francini), perfetta ed insopportabile, Federica (Rocco), svampita e stralunata, dalla nonna (Lucia Poli) e dalla di lei badante Bogdana (Minaccioni), Andrea (Mandelli) vede di volta in volta sfumare tutte le sue storie d'amore proprio a causa loro.
Ma con la dolce veterinaria Giulia (Bilello) proverà a mischiare le carte in tavola: funzionerà, ma fino a quando?
Puntuale come una bolletta, ecco il nuovo film di Fausto Brizzi (uno all'anno, dal 2009 ad oggi): commedia che ancora una volta ragiona sulla contrapposizione tra l'universo maschile e femminile, concentrandosi stavolta sul “matriarcato moderno”, Pazze di me fa di tutto per rendersi insopportabile, quasi quanto le varie caratterizzazioni che compongono casa Morelli. Funziona poco o nulla, dalla prevedibilità del soggetto allo sviluppo (?) dei personaggi, fatto salvo un miracolo cinematografico: a Maccarese (Fregene), l'acqua del mare è cristallina e, sì, spunta anche una suggestiva roccia dai fondali. Chapeau.

NOTE

- REALIZZATO IN ASSOCIAZIONE CON MPS CAPITAL SERVICES BANCA PER LE IMPRESE S.P.A., GRUPPO MONTE DEI PASCHI DI SIENA S.P.A. E CON IL SOSTEGNO DELLA REGIONE LAZIO FONDO REGIONALE PER IL CINEMA E L'AUDIOVISIVO.

CRITICA

"Peccato che si sia risparmiato sulla sceneggiatura, perché l'idea c'è e ricorda Monicelli. Un giovane vive circondato da sette donne ed ha una vita sentimentalmente confusa. Ping pong di situazioni prevedibili, ma ogni tanto il concertato femminile funziona perché ha dame di talento, mamma Loretta Goggi e nonna Lucia Poli. Brizzi lascia il giovanilismo coatto e gli porta bene nel scegliere Francesco Mandelli che, fuori dal look del solito idiota, è un attore vero, simpatico che costruisce il ruolo." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 24 gennaio 2013)

"Ancora una volta femmine contro i maschi, ma stavolta lo spiegamento di forze sul fronte del gentil sesso è tale che non si può far altro che simpatizzare con il protagonista: Francesco Mandelli, rimasto l'unico uomo di casa dacché il padre se ne è andato. La sua famiglia è composta dalla mamma 'generalessa' Loretta Goggi, dalla nonna svampita Lucia Poli con badante acclusa (Paola Minaccioni) e da tre sorelle che sono una iattura: Chiara Francini Miss Perfezione, la misantropa Claudia Zanella e la svitata Marina Rocco. Soffocato da tanto invadenti e invasive figure, riuscirà mai il poveretto ad avere una sua vita amorosa? Brizzi conduce la piccola commedia con ritmo e allegria, senza indugiare nel sentimentalismo, e il cast è buono e ispira simpatia." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 24 gennaio 2013)

"Non brilla per brio (...) (ma non pecca di volgarità) la commedia di Enrico Brizzi, 'Pazze di me', in cui il trentenne Andrea deve fare i conti con le donne di famiglia che mettono in fuga anche la fidanzata più innamorata."(Alessandra De Luca, 'Avvenire', 24 gennaio 2013)

"(...) il film ha le tinte pastello di un quadro da sala d'attesa: si aspettano invano le risate - solo con la Minaccioni si sogghigna - o un sussulto d'orgoglio, mentre il ping pong tra schermo e realtà è delegato agli spettatori sotto lsd. No, non fa impazzire." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 24 gennaio 2013)

"Piacerà a coloro che da 'Notte prima degli esami' apprezzano l'abilità (se vogliamo meccanica, ma pur sempre apprezzabile) di orchestrare il girotondo dei personaggi, di farli entrare e uscire di scena al momento giustissimo (non prima cioè di aver sparato la loro brava gag)." (Giorgio Carone, 'Libero', 24 gennaio 2013)
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