PAURA

NATIVE SON

USA - 1986
PAURA
Nel 1930 a Chicago, nella ricchissima famiglia Dalton entra come autista un diciottenne nero, Bigger, un disoccupato non alieno dall'organizzare con qualche amico un fruttuoso colpetto, ma in sostanza buon diavolo. Si trova subito bene, ma la sua presenza in quella casa è destinata a durare pochissimo. Mary, unica figlia dei Dalton, molto aperta, amica di Jan, oltre che frequentatrice abituale di ambienti comunisti veri o presunti, dopo aver cenato con Jan e con il nero (nei circoli suddetti l'antirazzismo è materia d'obbligo), rientra nella propria villa completamente ubriaca. Bigger ha il suo daffare e riesce a farla distendere sul letto: all'improvviso entra la signora Dalton, che ha udito gli inevitabili rumori nel cuore della notte e il ragazzo (che lei essendo cieca non può vedere) preso dal panico soffoca con un cuscino i farfugliamenti di Mary. Terrorizzato dall'accaduto - il minimo che gli può capitare è l'accusa di aver abusato, lui nero, della padroncina di casa, per sopprimerla poi - Bigger trascina il cadavere in cantina e lo brucia nella caldaia del riscaldamento. Angosciati per la inesplicabile sparizione della figlia, i Dalton si rivolgono alla Polizia, anche perchè è loro arrivata una richiesta di riscatto per il sequestro di Mary, sommariamente stilata da Bigger e da lui siglata "I Rossi". Ma la messinscena non dura: tra la cenere si ritrovano frammenti ossei, Bigger è catturato, imputato di violenza e omicidio e, malgrado tutti gli sforzi dell'avvocato a difesa ed il leale tentativo di Jan di scagionarlo, è condannato a morte.
  • Durata: 108'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: NORMALE A COLORI
  • Tratto da: ROMANZO "NATIVE SON" (1940) DI RICHARD WRIGHT
  • Produzione: DIANE SILVER PRODUCTIONS
  • Distribuzione: A. ASSOCIATI INTERNATIONAL (1988) - PLAYTIME, EDEN VIDEO

CRITICA

Il regista, esordiente in questo ruolo, nel cinema ha già lavorato come assistente di Carné, Chabrol, Bertolucci e lo dimostra, anche se forse è un po' generoso l'appellativo datogli subito dai critici d'oltralpe di "Brian De Palma". L'ottima interpretazione della Rayer sottolineando ed esaltando le sue doti del tutto positive, controbilancia il quadro bieco costruito dagli altri personaggi. (Segnalazioni Cinematografiche)
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