Passaggi di tempo - Il viaggio di Sonos 'e memoria

ITALIA - 2005
Passaggi di tempo - Il viaggio di Sonos 'e memoria
E' la sintesi di un'avventura artistica ed umana di un gruppo di amici, musicisti e uomini di spettacolo, che dura ormai da dieci anni. Il gruppo, stimolato dal ritrovamento di materiali inediti dell'archivio del LUCE, raccontano di una terra meravigliosa e scomparsa. Attorno al materiale ritrovato nasce uno spettacolo musicale che da anni viene replicato in Italia e nel mondo.
  • Durata: 85'
  • Colore: B/N-C
  • Genere: DOCUMENTARIO
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Tratto da: cortometraggio omonimo "Sonos 'e memoria" (1995) di Gianfranco Cabiddu
  • Produzione: LANTIA, MAGANOS, ISTITUTO LUCE
  • Distribuzione: ISTITUTO LUCE (2005)
  • Data uscita 25 Febbraio 2005

RECENSIONE

di Valerio Sammarco
Un film, un documentario o un film-concerto? Tutte e tre le cose, molto probabilmente. Anche se, come suggerisce il sottotitolo, Passaggi di tempo è soprattutto un viaggio: tra sonorità etniche e variazioni jazz, attraverso le tradizioni e lo splendore della Sardegna.
Scritto e diretto da Gianfranco Cabiddu (etnomusicologo con all'attivo qualche documentario e due lungometraggi, tra cui Il figlio di Bakunin), Passaggi di tempo può essere considerato come l'ultimo atto di un percorso iniziato da lontano: la raccolta di materiale documentaristico dagli archivi dell'Istituto Luce e il conseguente montaggio di immagini appartenenti al passato. Testimonianza dei riti collettivi, del lavoro nei campi e nelle miniere della Sardegna, il lavoro di Cabiddu mancava però di quel qualcosa che gli consentisse di trasbordare "vita". L'intreccio di storia che, muto, scorreva su uno schermo, aveva bisogno di un'anima: la musica. Ed ecco che il secondo passo di questo percorso si compie: il regista cagliaritano coinvolge il conterraneo Paolo Fresu, gli affida la direzione musicale del progetto e - di lì a poco - nasce "Sonos ‘e Memoria", vero e proprio film-concerto, spettacolo itinerante che da anni si replica in Italia e nel mondo. Sul palco, il bianco e nero di volti e luoghi si sposa con la vibrante musicalità etnica (le launeddas del grande Luigi Lai, la mandola di Mauro Palmas, la fisarmonica di Antonello Salis, il violoncello di Carlo Cabiddu, le percussioni di Federico Senesi, la voce di Elena Ledda e del coro su Concordu 'e su Rosariu di Santulussurgiu) e le contaminazioni jazz della tromba e del flicorno di Fresu. In un continuo "passaggio di tempo", dunque, quello che siamo chiamati a contemplare non è il semplice backstage di un concerto, ma il più intimo e personale cammino - artistico e umano - di questi musicisti e della loro terra: la tradizione e il nuovo si fondono, la musica e il cinema ne accompagnano l'unione. Dedicato agli operatori dell'Istituto Luce (1930-1950).

NOTE

- PRESENTATO ALLE "GIORNATE DEGLI AUTORI", VENEZIA 2004.

- CORO 'SU CONCORDU E SU ROSARIU' DI SANTULUSSURGIU. CORO POLIFONICO: ANTONIO MIGHELI, GIOVANNI ARDU, ROBERTO IRIU, MARIO CORONA.

- CANDIDATO AL DAVID DI DONATELLO 2005 COME MIGLIOR FILM DOCUMENTARIO.

CRITICA

"Possiamo perdere tutto quello che abbiamo, tranne la nostra identità, il nostro passato. E 'Passaggi di tempo', di Gianfranco Cabiddu, è un invito a ricordarci chi siamo. Un viaggio, un diario di bordo ma soprattutto un'avventura umana, per raccontare il concerto 'Sonos 'e memoria', a partire dalle immagini mute dell'Istituto Luce, che mostrano una Sardegna diversa. Il regista va a scovare i musicisti nel proprio ambiente e si confronta con la necessità di andare oltre il folklore, per trovare una sonorità che, senza tradire le radici, possa convivere con musica colta e jazz. Ognuno recita se stesso, ognuno ha un aneddoto, un ricordo. (...) Ma si vedono anche i grandi concerti e i musicisti internazionali, come Uri Caine, Gerardo Nunez, Ernst Raijsenger, in jam session che lasciano il segno. In un montaggio che emoziona e grida l'orgoglio di un popolo." (Roberta Bottari, 'Il Messaggero', 25 febbraio 2005)

"'Passaggi di tempo' è una fiction, un documentario, un film musicale, un montaggio di repertorio, la ricostruzione di uno spettacolo dal vivo. Tutte e nessuna di queste cose. E' un'opera originale. Per definirla si è fatto il paragone con 'Buena Vista Social Club'". (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 18 febbraio 2005)
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